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Sandro Roggio

Sardegna. Assalto anticostituzionale al Ppr

di Sandro Roggio

Da una quindicina di anni esiste un tacito accordo trasversale per debilitare il piano paesaggistico della Sardegna. Il Ppr è un “sopruso” secondo i suoi detrattori, immemori di sentenze che ne hanno certificato legittimità e ragionevolezza. Continua a leggere “Sardegna. Assalto anticostituzionale al Ppr”

Le città convalescenti

di Sandro Roggio

Le forme degli insediamenti umani rispecchiano dall’antichità le preoccupazioni per la tutela della salute di chi li abita. Roma non sarebbe Roma senza il suo potente apparato militare, ma da acquedotti e cloache è dipesa la sua reputazione di città eterna: un insegnamento essenziale, urbi et orbi. Continua a leggere “Le città convalescenti”

La modernità dei lazzaretti

di Sandro Roggio

L’isolamento –”distanziamento sociale” nelle disposizioni di queste settimane – è stato a lungo il solo antidoto alle epidemie.

Non c’era nient’altro da fare nell’attesa di capirci qualcosa della diffusione di terribili malattie che sterminavano popolazioni, cambiando spesso il corso della storia. Continua a leggere “La modernità dei lazzaretti”

La politica dovrebbe capire la lezione di questi tristi giorni, ma qualcuno in Sardegna punta sul cemento

di Sandro Roggio

Il malessere della Sardegna si aggraverà, come ovunque. Riguarderà l’economia oggi insidiata dal virus dove più dove meno. Servirebbe, ora più che mai, una riflessione autocritica per ripartire, e magari un patto per investire con determinazione nella cura-conservazione delle risorse naturali. Non è tempo perso. Continua a leggere “La politica dovrebbe capire la lezione di questi tristi giorni, ma qualcuno in Sardegna punta sul cemento”

Sandro Roggio, Sardegna: la resa all’edilizia senza regole 

Nonostante le ricorrenti dichiarazioni d’amore per la terra sarda, il governo regionale sardista-leghista deborda nel programma di scialo urbanistico. A supporto la tesi di Confindustria sarda: Continua a leggere “Sandro Roggio, Sardegna: la resa all’edilizia senza regole “

Sandro Roggio, Caro turista in Sardegna

Caro turista, le ho già scritto qualche anno fa. Dopo la pubblicazione, su La Nuova Sardegna, di una sua lettera preoccupata per  l’isola  assediata dalle  brutture.

Spero sia sempre interessato alle  sue sorti. A saperne di più  di cosa accade oltre  la scorza Continua a leggere “Sandro Roggio, Caro turista in Sardegna”

Sandro Roggio, La speculazione contro la tutela unitaria del patrimonio culturale del Paese

Non è difficile immaginarlo: la propensione secessionista di regioni ricche crescerà proporzionalmente ai guai prodotti dalla crisi economica, tanto più nel processo decisionale Continua a leggere “Sandro Roggio, La speculazione contro la tutela unitaria del patrimonio culturale del Paese”

Sandro Roggio, Grandi Opere inutili: in Sardegna neppure quelle indispensabili

Cresce l’insofferenza in Sardegna per una percezione del maltolto. Succede spesso: ad esempio quando  si annunciano i programmi delle  grandi opere nella Penisola. Anche per gli immancabili proclami sui vantaggi per l’intera comunità nazionale che produrrebbe ogni infrastruttura ovunque realizzata. In verità scarsi quando c’è di mezzo il mare, come sanno bene i sardi il  cui mugugno comincia a diventare rivendicazione  nel merito: la lotta dei pastori è emersa, ma è la cima di una malumore  più vasto e incubato.

Non è facile ricostruire la serie storica dei lavori pubblici del Paese,  pure circoscritta a un tempo limitato, ma  qualche clic e zoom  bastano per  farsi un’idea della disparità di trattamento, pur tenendo conto delle dovute differenze di densità/flussi, ecc.. I più scettici (e temerari) potrebbero, per farsi un’idea, compiere esplorazioni confrontando, che so,  il  viaggio-supplizio in ferrovia CA-SS con una corsa in Freccia Rossa verso una qualsiasi destinazione: servirebbe per accrescere la coscienza di luogo che conta ormai più della coscienza di classe.

Giusto per farsi un’idea dell’ingordigia occorrerebbe ricostruire l’accentramento di opere non tutte indispensabili  e anche devastanti- e delle conseguenti disuguaglianze territoriali, cominciando dal  picco registrato dopo l’Unità,  proseguito  senza soste, con la pianificazione abracadabra e premi per ogni  provvisorio vincitore (a partire da Firenze Capitale, 1865-71).

Un sovrappiù di opportunità ubicate dove hanno deciso le élites: spesso nei pressi di casa loro senza nessuna pietà per le comunità più disgraziate di un Paese a due o tre velocità. 

Nel Sud la rete autostradale è invariata dal 1990, a fronte di costanti miglioramenti nel Centro-Nord;  le ferrovie sviluppate per 45 km ogni 1.000 kmq, a fronte dei 65 nel Nord.  Figurarsi la  Sardegna.

Uno sbilanciamento a cui ha contribuito la centralizzazione della spesa per un suo più agevole controllo e che ha rappresentato un freno alla distribuzione di risorse per la manutenzione capillare del territorio, la sola “grande opera” che servirebbe al Paese. 

Penso che la Sardegna  abbia diritto a un risarcimento.  La   prima vera strada nell’isola fu fatta  grazie al governo sabaudo nel 1829,  ed è rimasta  com’ era per circa un secolo,  prima dei due interventi a sud nel primo Novecento. Le rete ferroviaria è grosso modo quella  disegnata da Beniamin Piercy dopo il 1880. Oggi chi non dispone di mezzi propri  non riesce a muoversi, in Sardegna,  men che meno nelle località turistiche. Un disagio che concorre allo spopolamento forse quanto il malessere  dei pastori.

C’è poi l’aspetto essenziale  dei collegamenti  tra la Sardegna e il Continente di cui  si parla spesso e di cui i continentali si accorgono nei due mesi estivi.  Occorrerebbe documentarlo lo squilibrio,  per costringere i sardi  – e non solo – a guardare con maggiore sollecitudine agli sprechi di denaro pubblico: in  lavori su cui si addensano dubbi  spesso fondati e ben argomentati. Le “grandi opere” interrotte  per le incertezze sui benefici e i sospetti di corruzione come ad esempio il ferrovecchio MoSe a Venezia (130 tra indagati e arrestati). Sono affari nostri, ci riguardano: riguarda tutti l’Expo di Milano costato circa 3 miliardi – senza il successo previsto – pagati anche da chi abita lontano dalla Lombardia.  Un’attenzione speciale per costringere all’ autocritica il partito del sì a tutto a partire dai sostenitori senza riserve del ponte sullo Stretto di Messina rimasto saggiamente sulla carta,  dopo una dispendiosa sovrabbondanza  di  rilevamenti per accertarne   la fattibilità.

I conti sul tavolo, senza i quali è  vuoto ogni richiamo alla geografia soprattutto perché una fetta  cospicua degli investimenti pubblici riguarda i trasporti di persone/merci/energia,  questione di vita o di morte per un’isola povera. E più si spreca altrove, meno  resta per chi ha reale bisogno di colmare il ritardo. 

Come è ormai dimostrato, opere inutili o utili in funzione solo per alimentare il sistema degli appalti sono una sciagura sotto molteplici punti di vista, a partire dal TAV, del cui dibattito siamo oggi spettatori attoniti. Dibattito che diventa ancor più insopportabile per una Sardegna disperata – a causa della sua storica disconnessione -, tanto più  col sospetto che simili ingenti spese, altrove possano essere sostenute per rispondere a bisogni creati artificiosamente.  

Per oltrepassare il mare i sardi non possono, ovviamente, chiedere ponti avveniristici. Ma possono  intanto esigere  scali sicuri, navi e aerei con  frequenze  ragionevoli e costi accettabili. Si potrebbe fare in tempi molto brevi. Ma l’impressione è che questo argomento sia stato sempre sottovalutato, anche nella recente campagna elettorale stravinta dalla Lega, nonostante il rilievo che ha nella vita dei sardi. Avremmo dovuto approfittare di questa occasione, della presenza di autorevoli esponenti del governo di Roma per far loro almeno domande incalzanti non solo sul latte versato nelle strade. Ma non è stato così. 

E non è un caso che il primo pensiero del nuovo segretario del PD sia stato  per i cantieri TAV.

Sandro Roggio, Elezioni in Sardegna, latte e urbanistica

In Sardegna si vota tra un mese per il rinnovo del Consiglio della Regione. Le manifestazioni dei pastori e il latte versato nelle strade e nelle piazze hanno Continua a leggere “Sandro Roggio, Elezioni in Sardegna, latte e urbanistica”

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