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Emergenza Cultura

In difesa dell'articolo 9

Tomaso Montanari, A San Gimignano la battaglia per salvare il San Domenico

“Il 10 giugno 1944 i partigiani… liberavano da questo carcere 72 detenuti politici di varie nazionalità condannati dai tribunali fascisti. A ricordo di quanti hanno dovuto soffrire per la Continue reading “Tomaso Montanari, A San Gimignano la battaglia per salvare il San Domenico”

Il Casino dell’Orologio diventi il museo dei capolavori dimenticati di Villa Borghese

Roma, 10 Dicembre 2018 – Italia Nostra, gli Amici di Villa Borghese e il Comitato per la Bellezza chiedono che le opere siano finalmente esposte, dopo un’attesa di 13 anni.

Comunicato Stampa

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Alessandro Monti*, Replica al Comunicato Stampa di Italia Nostra – L’Aquila

Sono rimasto sorpreso dal Comunicato Stampa della Sezione di Italia Nostra di L’Aquila che, pur condividendo la “discutibile gestione della Fondazione MAXXI a Roma”, si meraviglia delle perplessità su una sua possibile esportazione a L’Aquila che ho argomentato nell’articolo “E’ proprio necessario lo “sbarco” del MAXXI a L’Aquila? Una soluzione alternativa”, pubblicato il 27 novembre 2018 su Emergenza Cultura.
La mia posizione critica nei confronti della decisione di affidare a un ente ancora in via di faticoso decollo un ruolo risolutivo nell’impegnativo rilancio delle potenzialità creative aquilane, viene ritenuta “aprioristica e quasi campanilistica a favore di Roma”, come si trattasse di fermare il trasferimento a L’Aquila dei due Musei romani gestiti dalla Fondazione MAXXI, non l’apertura di una mera sede distaccata. Italia Nostra la considera una fortuna insperata da difendere a spada tratta quale unica soluzione per impedire che il restaurato Palazzo Ardinghelli “ricada nell’abbandono e nel degrado” e per portare “nuova linfa per la rinascita culturale della città”.
Sotteso a questo peana sembra esserci la sfiducia nelle istituzioni pubbliche (Polo Museale d’Abruzzo, Munda…) e in chi vive e fa cultura a L’Aquila, ritenuti non in grado di gestire Palazzo  Ardinghelli, di curare le collezioni permanenti di arte contemporanea, di organizzare mostre ed eventi, né di “accelerare il processo di riaggregazione in corso”; neppure ove disponessero delle risorse statali ora destinate alla sede decentrata del MAXXI, due milioni annui che affluiscono però al bilancio della sede centrale gestito a Roma dall’unico CdA della Fondazione. Nonostante la loro consolidata attenzione all’arte contemporanea, le strutture locali dovrebbero così rinunciare all’esercizio diretto delle proprie capacità professionali, in attesa che l’apparato organizzativo e gestionale della Fondazione romana decida graziosamente se e in che modo coinvolgerle.
Desidero rassicurare Italia Nostra che non intendo “ricondurre tutto a mera convenienza economica” ma, all’opposto, salvaguardare la dignità della città denunciando una scelta politica verticistica priva di preventive analisi costi-benefici sociali e culturali e condivisione della cittadinanza aquilana, da informare adeguatamente anche delle ragionevoli soluzioni alternative che, per chiarezza, ritengo utile di seguito riproporre:
il Ministro dei beni e delle attività culturali dovrebbe:
-1) revocare la concessione di Palazzo Ardinghelli alla Fondazione Maxxi che potrebbe così dedicarsi  a tempo pieno alla cura della sua sede romana;
-2) affidare Palazzo Ardinghelli al Polo Museale d’Abruzzo quale spazio di ricerca, formazione, promozione e diffusione della creatività artistica e sede espositiva delle collezioni d’arte contemporanea del Museo Nazionale d’Abruzzo e del Museo Sperimentale d’Arte Contemporanea, fino alla ricostruzione delle loro sedi originarie;
-3) sottoscrivere, d’intesa con il Polo Museale d’Abruzzo, una convenzione con le più significative istituzioni/associazioni culturali aquilane, possibilmente consorziate, per la definizione di programmi di attività da realizzare a Palazzo Ardinghelli con il coinvolgimento dei residenti per accompagnare la progressiva ricostruzione edilizia della città con iniziative funzionali al rilancio della sua crescita civile e culturale;
-4) assegnare al Polo Museale d’Abruzzo i 2 milioni di euro annui, già stanziati sul capitolo 5514 del Bilancio del MiBAC per la sede decentrata del MAXXI dal 2018 al 2024, per la gestione di Palazzo Ardinghelli e il sostegno di iniziative promosse sulla base di programmi di attività approvati dal Polo Museale e attuati sotto la vigilanza della Soprintendenza Unica per la città dell’Aquila e i comuni del cratere.

*già professore ordinario di Politica economica, Università di Camerino: autore di Il MAXXI ai raggi X. Indagine sulla gestione privata di un museo pubblico, Johan & Levi Editore, Milano
P.S.Quanto alle parole “una città spopolata dal terremoto (da 70mila a 10mila abitanti)” si tratta di un evidente refuso di cui mi scuso, la frase va letta come di seguito: “un centro storico spopolato (circa 10mila abitanti prima del terremoto su 70 mila residenti)”.

La questione della sede distaccata all’Aquila del Museo delle Arti del XXI secolo (MAXXI) di Roma: nuova linfa per la rinascita culturale e sociale della città

Comunicato stampa di Italia Nostra- L’ Aquila

Che il Prof. Alessandro Monti nell’articolo E’ proprio necessario lo” sbarco” del Maxxi a L’Aquila? Una soluzione alternativa , pubblicato il 27 novembre su “Emergenza Cultura.org” ce l’abbia con la discutibile gestione della Fondazione MAXXI non stupisce, e non è certo il solo, quello che Continue reading “La questione della sede distaccata all’Aquila del Museo delle Arti del XXI secolo (MAXXI) di Roma: nuova linfa per la rinascita culturale e sociale della città”

Tomaso Montanari, La voglia matta di privatizzare

L’impegno che il ministro Tria ha messo nero su bianco, scrivendo alla Commissione Europea («innalzare all’1 per cento del PIL per il 2019 l’obiettivo di privatizzazione del patrimonio pubblico», cioè per 18 miliardi di euro) è insieme irrealistico e dannoso.Appare evidente che la

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Luca Mercalli, Il TAV, l’inquinamento e la cura che fa morire il paziente

In mancanza di altri argomenti siamo alla variante ecologista: la Nuova linea ferroviaria Torino-Lione è imposta da ragioni ambientali. Spostare il traffico dalla gomma alla rotaia – si dice – riduce le emissioni. Ma si tratta di una mezza verità che veicola un inganno.

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Toni Casano, Disegno Rodotà sui beni comuni

DIVENTA INIZIATIVA DI LEGGE POPOLARE: OBIETTIVO UN MILIONE DI FIRME

Dopo la giornata di studi all’Accademia dei Lincei dello scorso 30 novembre, dedicata al tema “Quale futuro per i beni pubblici?”, a dieci anni dalla Commissione-Rodotà i cui risultati Continue reading “Toni Casano, Disegno Rodotà sui beni comuni”

Sandro Roggio, Anche i muri a secco della Sardegna sono patrimonio Unesco

L’Unesco premia i muri a secco: l’arte di costruirli è tra i patrimoni dell’umanità. E quindi ci piace molto l’interesse dell’autorevole organizzazione per la storia millenaria delle terre tra natura e Continue reading “Sandro Roggio, Anche i muri a secco della Sardegna sono patrimonio Unesco”

Settis: «La grande opera utile per l’Italia è mettere in sicurezza i territori»

Intervista. «Dire no al Tav non significa dire no alle grandi opere, ma dire no a una infrastruttura non prioritaria. Sostenuta, tra l’altro, con calcoli fallaci»

Intervista di Maurizio Pagliassotti e Mauro Ravarino  Continue reading “Settis: «La grande opera utile per l’Italia è mettere in sicurezza i territori»”

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