«Quella di Paola Somma è, da anni, la voce più radicale e lucida sulla situazione drammatica, e sul destino, di Venezia. Questo libro indispensabile è una discesa agli inferi della privatizzazione, dello svuotamento, della privazione di senso di quella che è stata la città per eccellenza nell’immaginario occidentale. E, come in tutte le discese agli inferi, è da qua che può iniziare una resurrezione».
Tomaso Montanari

La trasformazione del patrimonio culturale di Venezia, architetture e spazi aperti, musei e singole opere d’arte, fabbriche e mestieri tradizionali, in un giacimento di pietre preziose a disposizione degli investitori si è snodata per alcuni decenni ed è il frutto dell’azione di diversi attori e gruppi di interesse. Ora, la pandemia e la fuga di turisti hanno messo a nudo non una città temporaneamente vuota, ma lo scheletro scarnificato di un organismo privo di vita, dove gli edifici senza abitanti, restaurati per farne degli alberghi, sono però pieni di rendita, più simili a delle casseforti che a delle case. Rileggere alcune tappe e vicende emblematiche di tale processo sembra utile in un momento nel quale, come in occasione di ogni “grande trasformazione”, la ripartenza si tradurrà in ulteriore smantellamento del patrimonio pubblico e recinzioni della proprietà comune.

Indice del libro
Introduzione 
1. Cultura d’impresa: il risveglio delle élite del fare 
2. Parola d’ordine: le fabbriche diventino alberghi e gli operai camerieri 
3. La Laguna: terreno di conquista per gli investitori turistici
4. Stato e Comune uniti nella vendita della città 
5. La produzione di nuovi monumenti: grandi firme, grandi affari 
6. Il brand Venezia e i mecenati di se stessi 
7. La spartizione dell’Arsenale 
8. Rialto: il ponte del Fontego 
9. Generali in piazza San Marco 

Paola Somma ha insegnato Urbanistica presso lo IUAV di Venezia ed è stata visiting professor all’Università Americana di Beirut. Svolge ricerca indipendente con attenzione ai rapporti tra l’organizzazione fisica e la struttura economica e sociale del territorio. È membro del comitato editoriale della rivista «Open House International». Fra le sue pubblicazioni Venezia Nuova (1983), Spazio e Razzismo (1991), Beirut: guerre di quartiere e globalizzazione (2000).

 

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