Antipatrimonio è una collana pubblicata da Castelvecchi editore, diretta da Maria Pia Guermandi e Tomaso Montanari, realizzata in collaborazione con Emergenza Cultura.

Affronta il tema del patrimonio culturale dal punto di vista di chi viaggia in direzione ostinata e contraria. Risponde al bisogno urgente di dar voce a chi fa un discorso alternativo sull’uso del patrimonio culturale, concependolo nella sua natura eversiva, come dimensione culturale dell’“uomo in rivolta” e non della “identità italiana”.

I libri della collana, come degli anticorpi, indicano la presenza di chi svolge un’azione antagonista verso l’antigene del pensiero unico, sono indizi di una reazione immunitaria in atto a difesa del corpo vivo che è l’insieme del patrimonio storico-artistico e del paesaggio.

‘Anti’ non vuol dire solo ‘contro’, significa anche ‘a rovescio’. In fisica è usato come prefisso alla parola ‘materia’ per indicarne un tipo opposto a quella ordinaria: in questo senso l’oggetto della collana è l’antipatrimonio culturale, diverso e contrario dal patrimonio culturale mainstream, che viene usato come strumento di costruzione del consenso, giacimento di petrolio da sfruttare economicamente, o arma di distrazione di massa da brandire a colpi di retorica della bellezza e delle emozioni.

Il patrimonio culturale dovrebbe invece essere agito come strumento di liberazione, di educazione civica e sentimentale, come antidoto per restare umani, per sviluppare la capacità di autogovernarsi individualmente e come comunità, per diventare cittadini. L’esperienza del lockdown ci ha mostrato più che mai come la pubblica via, la piazza, la chiesa, il parco, il teatro, il museo o la biblioteca non sono semplici contenitori, bensì i luoghi della nostra anima comune, lo spazio dove poter essere comunità e collettività.