del Comitato No Grandi Navi

Notizie di oggi [n.d.r. 4 agosto 2020]. La MSC ha sospeso gli scali a Venezia fino al 2021, mentre la Costa Crociere, che avrebbe dovuto far transitare la prima nave (infetta) il 15 agosto, ha prudenzialmente dichiarato di essere in attesa di risposte dal governo prima di procedere.

Una prima vittoria, ma non abbastanza.

In anni di lotte abbiamo dimostrato la nocività delle crociere sull’ambiente e sulla salute, abbiamo fatto emergere i danni del gigantismo navale su Venezia. Il tema delle ricadute occupazionali delle crociere in città non può essere utilizzato come ricatto. Come si fa a scegliere tra il benessere di interi territori e comunità ed il lavoro? Soprattutto quando parliamo di lavoro in nero o precario, all’interno di un settore che mette a rischio la salute di lavoratori e cittadini. Lavoro legato ad un modello, quello del turismo di massa, che porta alla morte della città.

Del resto anche le posizioni delle singole federazioni e categorie divergono: la Filt CGIL è per le crociere “senza se e senza ma” alla Marittima, magari passando per il Canale dei Petroli e poi per il V. Emanuele da scavare; la stessa Filt non vuole neppure provvisoriamente, le navi bianche alle banchine di Fusina, o del Porto Commerciale – per non danneggiare i traffici commerciali – e come soluzione definitiva la Filt si schiera con Brugnaro e Zaia per un nuovo terminal per le navi supergrandi di nuova generazione a Marghera nel canale Nord – Sponda Nord; peccato che altra CGIL quella dei chimici, dei metalmeccanici e degli alimentaristi non voglia – e giustamente – un nuovo terminal in zona industriale perché il cambio di destinazione d’uso delle banchine bloccherebbe qualsiasi ipotesi di riconversione industriale di Marghera.

Nessun’altra soluzione viene presa in considerazione né dai sindacati né dal Governo e dalle varie istituzioni.

Nella pandemia, a rischiare (o ad aver già perso) il lavoro non sono solo i dipendenti portuali che lavorano con le navi, ma è un’ampia porzione della popolazione veneziana. La colpa di questa situazione non sta nella sacrosanta opposizione all’ingresso delle crociere in laguna, ma nella scelta di puntare tutto sul turismo e sulla sua crescita infinita. Se i lavoratori e le lavoratrici del porto rischiano la disoccupazione la colpa non è di chi si batte per salvare la laguna, ma di chi ha creato quei posti di lavoro alimentando un mercato insostenibile.

Bene dunque che calino i profitti delle compagnie crocieristiche, ma al tempo stesso vanno messi in campo più strumenti di welfare per proteggere i lavoratori. Questo nell’ottica dell’unica possibilità praticabile, una vera transizione ecologica del modello Venezia.

Per tutte queste ragioni il Comitato No Grandi Navi rimane mobilitato, anche a Ferragosto. Impediremo l’incredibile vergogna dell’arrivo della Costa Deliziosa (oggi in Quarantena a Civitavecchia dopo avere riscontrato tre casi di Covid a bordo) in città. Se governo ed enti locali sono privi di vergogna e accorderanno il permesso alla nave di arrivare in città, noi non ci faremo trovare impreparati. Saremo pronti a bloccarla.

In più, diamo appuntamento a tutte e tutti, sabato 15 agosto, alle 18, per un presidio all’isola di S. Giorgio.


Comunicato stampa pubblicato sulla pagina Facebook del Comitato No Grandi Navi, 4 agosto 2020

Fotografia del Comitato No Grandi Navi