Le mura della splendida Bergamo Alta sono minacciate dall’avvio dei lavori per la realizzazione di un grande parcheggio multipiano progettato a ridosso di questa magnifica cinta risalente al ‘500 e al ‘600. I lavori sono stati riavviati nonostante una forte opposizione cittadina. Nonostante che le mura di Bergamo Alta siano dal 9 luglio 2017 Patrimonio dell’Unesco. La struttura sarà soprattutto al servizio di quel turismo motorizzato di massa che sta assediando i nostri centri storici di qualunque dimensione. Si tratta di un parcheggio di ben 9 piani, con 469 posti-auto, il quale occuperà un bella fetta del Parco della Rocca medioevale che sorge in posizione strategica, in quello che era un parco faunistico, fra la Porta Garibaldi e la Porta Sant’Agostino.

Purtroppo sui giornali e nei telegiornali se ne è parlato pochissimo. Non si sa nemmeno se il progetto di questo parcheggio gigantesco fosse stato incluso nel dossier presentato all’Unesco per avere il riconoscimento avvenuto un anno fa. Eppure si tratta di uno sbancamento per almeno 70.000 metri cubi del colle di Santa Eufemia e di una costruzione di tutto rispetto. La convenzione fra il Comune di Bergamo e la società Parcheggi Italia (divenuta poi Bergamo Parcheggi) risale al 2004. Il progetto appariva sin dall’inizio in contrasto con le linee-guida del Piano particolareggiato di recupero della Città Alta che pure era stato adottato dalla stessa Giunta Veneziani, la stessa che ha poi firmato la convenzione per il maxi-parcheggio. Cosa prevedeva il Piano particolareggiato adottato dalla Giunta Veneziani e approvato dal quella successiva nel 2005? Una serie di parcheggi di piccole/medie dimensioni in più punti di Bergamo Alta individuati per i residenti e per gli addetti agli esercizi commerciali, agli uffici pubblici, e parcheggi di interscambio fuori dalla cerchia delle antiche mura bergamasche. Da collegare al cuore storico della città con alcuni idonei sistemi di risalita.

Nel 2008, avviato lo sbancamento del colle, lo si è dovuto subito interrompere per un movimento franoso tamponato con oltre 20mila metri cubi di materiali che fra l’altro risulteranno poi inquinati. Nel 2014 il candidato-sindaco del Pd (che poi vince le elezioni), Giorgio Gori, promette un parcheggio più ridotto “riservato ai residenti e lavoratori del centro storico” come previsto dal già citato Piano particolareggiato di Città Alta. Nel giugno 2015 la Giunta Gori delibera l’attivazione delle procedure per la decadenza della concessione a causa degli inadempimenti della società Bergamo Parcheggi. La quale viene diffidata dal Comune e non fa una piega. Nel 2016 il Consiglio comunale riavvia sorprendentemente la costruzione del maxi-parcheggio con un nuovo atto transattivo nel quale – ecco un’altra “novità” – cambia la destinazione d’uso della struttura riservata ai “visitatori esterni” e non più a residenti e lavoratori di Bergamo.

Il tutto in un’area che da secoli procura problemi perché “geologicamente delicata” e soggetta a movimenti franosi che hanno danneggiato la Rocca trecentesca. Il comitato No parking che si oppone alla mega-struttura rileva inoltre che questo grande parcheggio servirebbe, secondo l’amministrazione, a liberare due piazze […] (Cittadella e piazzetta Angelini), ma dalle auto dei residenti, che verrebbero spostate negli stalli lungo il viale delle mura. E i turisti allora?

Il problema dell’assedio dei mezzi motorizzati alle città murate è scottante in tutta Italia. E’ stato risolto anni fa efficacemente a Perugia con un grande parcheggio lontano dal centro storico collegato a questo da un poderoso impianto di risalita a scale mobili che attraversa la città medioevale sepolta dai papi sotto la Rocca Paolina, distrutta in seguito dai patrioti nel 1859, e da una serie di ascensori collegati anche in precedenza a parcheggi di ridotte dimensioni. In altre città come Urbino si sono costruiti parcheggi pericolosamente a ridosso delle mura rinascimentali con strutture davvero intollerabili dal punto di vista paesaggistico. Unendo per di più al mega-parcheggio di Santa Lucia un centro commerciale che ha devitalizzato ancor più il piccolo commercio dentro la cerchia delle mura, aggiungendosi ad altre mega-strutture commerciali: il tutto per un Comune di alta collina e montagna che è pure sceso sotto i 15mila residenti. A Cortona si sono utilizzati gli spazi sotto le mura medioevali con qualche più ridotto parcheggio a ridosso del centro antico. Insomma, il dibattito è apertissimo, ma l’informazione trascura visibilmente questo tema strategico e non tiene conto delle denunce che si levano da associazioni e comitati. A Roma poi i mega-bus turistici scorrazzano impunemente per strade e piazze del centro scassando i sanpietrini e i pullman parcheggiano ovunque, anche all’interno di Villa Borghese salendo da piazzale Flaminio. In compenso erbacce e ailanti (piante infestanti delle peggiori) crescono lungo il Muro Torto, ai lati e nel guard-rail: un orrendo biglietto di presentazione della città.