La richiesta di demolire un abuso è stata respinta: “Prima verificate che non venga alterato il panorama” 
Caro direttore, dopo il razionalismo e il post moderno, in Italia è il trionfo della buro

architettura. Messo nel cassetto il Modulor di Le Corbusier parametro per un’architettura a misura d’uomo, oggi comanda il Modulo unico dell’edilizia, per un’architettura a misura di burocrate.Così nella civile e innovativa Milano, quella del Bosco verticale  e City life, può succedere che nella ristrutturazione di un edificio del centro, la richiesta di permesso per demolire degli abusi edilizi nel cortile condominiale venga respinta perché  manca la valutazione dell’impatto paesistico “ai sensi delle Nta del Piano territoriale paesistico regionale”. Passata la fase di incredulità e stranamente proviamo a ricapitolare. Nel Paese che annovera il record di costruzioni illegali, dove ancora oggi si stima che ogni anno si realizzino oltre 15mila abusi edilizi, nell’Italia de condoni, dove è quasi impossibile procedere  alle demolizioni, a un promotore privato che vuole virtuosamente procedere alla demolizione di un abuso che occupa illegalmente un cortile condominiale si chiede di verificare  non se l’abuso, bensì la sua demolizione, alteri “punti di vista panari” o “contraddistinti da uno status di rappresentatività nella cultura locale”.
Oppure, non ci si può credere, se la demolizione dell’abuso edilizio, per caso, non interferisca con “i caratteri morfologici dei luoghi” perché potrebbe danneggiare (sempre la demolizione) “luoghi oggetto di celebri citazioni letterarie pittoriche ecc”. Ne possiamo dedurre, per logica, che alcuni famosi ecomostri, appartenendo ormai a punti di vista panoramici e rappresentando la cultura locale (!) debbano essere salvaguardati, anzi direi vincolati.
Dopo ave finalmente compreso davvero il significato della parola controintuitivo (Dizionario Treccani agg. Che non rispecchia i procedimenti e i meccanismi logici di un’intuizione) ci si pongono alcune domande. La prima è  quale speranze abbiamo di governare il futuro se le norme si oppongono alle buone pratiche. La seconda è se l’Amministrazione pubblica è ancora consapevole della propria missione civile. La terza è se bisogna chinare il capo, compilare il modulo e far tornare i conti dell’equazione di valutazione paesistica.
Io l’ho fatto e l’abuso è in demolizione. Cercando però di fare dei balconi che affacciano sul medesimo cortile, per migliorare le prestazioni energetiche della casa e la vita di chi ci abiterà, ho scoperto che ci vuole l’unanimità del condominio perché per la Cassazione l’aria che circola nel cortile “è un bene che sarebbe da solo suscettibile di proprietà e di possesso e potrebbe formare oggetto di vendita separata e di attribuzione gratuita”. Se Totò e Peppino l’avessero saputo che l’aria può essere venduta…
L’autore è architetto
Repubblica, 5 Marzo 2018