Case popolari nel centro storico e parco urbano. La rinascita romana

di Vezio De Lucia e Enzo Scandurra

In momenti eccezionali, e questo tempo del coronavirus lo è, bisogna avere il coraggio e la forza di elaborare un pensiero “impensabile”, di fare proposte “impensabili”. Non è un’utopia, ma il lascito dei nostri padri che, all’indomani del secondo conflitto mondiale e in una Italia coperta di rovine e macerie, seppero elaborare la Costituzione che tutt’ora ci preserva dalla barbarie. Anch’essa sembrava un’utopia.Continua a leggere…

Vezio De Lucia, Piccola storia del PRG Napoli 2004

Un piano misconosciuto, ancora vigente  e  positivamente operante poiché costruito e  gestito nei decenni in cui le scelte urbanistiche  erano espressione di valori sociali e culturali altrove smarriti o contraddetti nei decenni successivi 

Premessa

In questo sito (http://www.eddyburg.it/2017/06/piccola-storia-del-prg-napoli-2004.html), e in quello della Scuola di eddyburg, abbiamo spesso fatto riferimento al piano regolatore generale di Napoli del 2004, ma non abbiamo mai inserito una narrazione organica dei suoi contenuti e della sua vicenda. C’è invece, in “pagine di storia” una cartella dedicata al suo antenato, il “piano delle periferie” del 1980). Abbiano chiesto a Vezio De Lucia di riparare a questa omissione. Ci ha inviato il testo che pubblichiamo di seguito.

PICCOLA STORIA DEL PRG NAPOLI 2004

Colgo la richiesta eddyburg per raccontare le vicende che hanno portato all’attuale piano regolatore di Napoli approvato nel 2004. Un piano le cui origini vanno cercate nelle scelte

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Riletture utili: “Roma disfatta”, di Vezio De Lucia e Francesco Erbani

“i due autori si concentrano sui guasti provocati nell’ultimo ventennio dall’urbanistica liberista asservita alla rendita fondiaria che ha imposto, a fronte di un trend demografico ormai stabilizzato, un continuo aumento del consumo di suolo.”

(…)Roma disfatta, un libro scritto a quattro mani da Vezio De Lucia e Francesco Erbani per i tipi della Castelvecchi, e di cui consigliamo caldamente la lettura. Il testo, sviluppato sotto forma di dialogo tra l’urbanista ed il giornalista, ci restituisce infatti una fotografia della città che è impossibile ignorare, soprattutto per chi ha l’ambizione di provare a ricostruire un insediamento sociale nelle periferie.

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