Niente scuola e niente giochi in strada

Paola Somma

Le pubbliche autorità di Venezia, non solo nulla fanno per alleviare i danni che i bambini subiscono dalla chiusura indiscriminata delle scuole, ma con ferocia degna di miglior causa vietano loro di giocare all’aperto.

Qualche giorno fa, un gruppetto di bambini che, poco prima dell’entrata in vigore della zona rossa, giocavano in un campo della Giudecca, sono stati multati dai vigili urbani. Il regolamento comunale per la disciplina dei giochi, approvato nel 2019, prescrive infatti che, in area pubblica, “i giochi con la palla e ogni altro gioco, individuale o di gruppo, che possa arrecare pericolo o molestia alle persone o disturbo alla quiete pubblica è consentito solo ai ragazzi fino a 11 anni di età e limitatamente alle aree individuate”. Tali aree sono poche, e non necessariamente vicino a casa.

Non è la prima volta che Venezia si distingue nell’applicare misure punitive nei confronti dei bambini, che assieme ai mendicanti e ai bengalesi venditori di rose sembrano le uniche categorie nel mirino della polizia municipale. Fra gli episodi riportati dalla stampa locale, si può ricordare che due anni fa una scolaresca era stata cacciata dai Giardinetti Reali, un parco pubblico, perché il privato che l’ha ottenuto in concessione non ammette gruppi di più di dodici persone, vantandosi peraltro di accogliere decine di migliaia di visitatori all’anno, e che dei bambini sono stati multati per aver collocato un tavolino in strada per festeggiare un compleanno.

Di solito, le reazioni si limitano a qualche isolata protesta. Questa volta però, duecento persone hanno organizzato una pubblica manifestazione e alcune associazioni hanno aderito chiedendo la revisione del regolamento. Il comune non ha potuto ignorare l’accaduto e durante la riunione della commissione comunale competente, è emersa una vaga “disponibilità” a valutare la situazione e ad aggiungere “altri campi all’elenco”. Comunque, l’assessore alla Sicurezza, Silvana Tosi, ha dichiarato che “i turisti non possono essere presi a pallonate”.

Intanto, il comune continua a concedere ampliamenti a titolo gratuito dei plateatici. Cosi, quando, eventualmente deciderà di ampliare la lista dei luoghi aperti ai bambini, si scoprirà che sono già stati occupati.


Fotografia di Paolo Monti del Fondo Paolo Monti della Fondazione Biblioteca Europea di Informazione Cultura (BEIC) tramite Wikimedia Commons.