“La lirica è un vanto per il nostro Paese, qualcosa che dobbiamo preservare e aiutare a raggiungere livelli di qualità ottimi e rendere più possibile accessibile a un vasto numero di

persone”. In un video, prima della metà di ottobre, il ministro Bonisoli ha cercato di rassicurare il mondo della lirica, dopo il taglio dei contributi Fus 2018, in coincidenza con tante criticità. Già, le criticità, quelle ormai sclerotizzate alle quali se ne aggiungono di nuove. Quasi incredibili, come quelle che hanno come protagonisti i lavoratori dell’Arena di Verona e del Lirico di Cagliari. Protagonisti, loro malgrado.
I rispettivi Consigli d’indirizzo hanno dato mandato ai soprintendenti “affinché provvedano con urgenza… ad inviare a chiunque abbia percepito anticipazioni sui futuri miglioramenti…una lettera con specificata e motivata richiesta di restituzione delle somme pagate dalla Fondazione a titolo di anticipazione sui futuri miglioramenti economici con assegnazioni di termine di 60 giorni”. Insomma, a causa di ‘buchi’ nei bilanci, si chiedono indietro i premi aggiuntivi corrisposti ai lavoratori. A tutti, senza distinzione, sia al personale dipendente a tempo determinato che a quello a tempo indeterminato, “siano essi tuttora dipendenti della Fondazione o il cui rapporto di lavoro sia cessato”. Duecentocinquanta che arrivano a un migliaio con gli aggiunti stagionali, quelli di Fondazione Verona. Duetotrentaquattro in pianta organica ai quali aggiungere gli stagionali a Cagliari.
Soluzioni alternative al pagamento non sono contemplate. I Consigli d’indirizzo decisi. Al punto da “dare mandato al Soprintendente di procedere, secondo le modalità di legge, comprese quelle giudiziali, al recupero di quanto indebitamente erogato, eventualmente, de del caso, anche mediante compensazione, qualora i dipendenti vantassero crediti maturati o maturandi nei confronti dell’Ente”.
Cambiano alcuni dati cronologici tra le due vicende. Così il periodo nel quale sarebbero state erogate “impropriamente” le anticipazioni è compreso tra maggio 2008 e dicembre 2011 per il Lirico di Cagliari e tra il 2014 e il 2015 per l’Arena di Verona. Così muta anche la notifica da parte dei due Consigli d’indirizzo. Il 22 settembre per quello di Cagliari, il 4 ottobre per quello di Verona. Diverse le cifre. Per Cagliari 2.846. 242 euro, che compaiono nelle attività dello stato patrimoniale del bilancio consuntivo 2017, 3.225.315, 24 euro per Verona. Cambiano le modalità con le quali sono state erogate le cifre contestate. In una unica tranche, annuale, a Verona, mensilmente a Cagliari.
Variabile la motivazione, soprattutto. A Verona i premi sono stati erogati in assenza di pareggio di bilancio. Condizione imprescindibile per accedere alle somme aggiuntive. Meglio, sembrava che ci fosse il pareggio, ma in realtà non c’era. A Cagliari la gestione del tempo ha stabilito di erogare le somme in vista di un riassorbimento con il rinnovo del contratto nazionale di lavoro. Insomma un “accordo sui futuri miglioramenti”.
Così, dopo che la Ragioneria dello Stato ha notificato alle rispettive Fondazioni la necessità di restituire le somme dovute, i Consigli d’Indirizzo hanno provveduto ad inoltrare la notizia.
“Siamo sotto choc per una notizia assolutamente inaspettata, un fulmine a ciel sereno che ci cade addosso”, ha detto a L’Arena di Verona Elena Mazzoni, sindacalista della Fistel Cisl. Insomma una notizia ferale per lavoratori già in sofferenza. Si stima che i lavoratori dell’Arena siano chiamati alla restituzione di una cifra compresa tra i 5 e i 6 mila euro, che raggiunge gli 8-9 mila euro per quelli del Lirico di Cagliari.
A Verona, l’attività a settembre e ottobre è sospesa da tre anni e anche questa volta la cassa integrazione non arriverà prima della prossima primavera. Anche per questo i lavoratori dal 16 ottobre occupano la sala Fagiuoli della sede della Fondazione. Un centinaio tra artisti, tecnici, membri dell’orchestra, sarte e qualche amministrativo protestano. “Rispetto all’occupazione di tre anni fa oggi c’è molta più disperazione e meno rabbia. Siamo stanchi, perché nonostante le proteste in questi anni le cose sono peggiorate e del nostro futuro non sappiamo nulla”, ha raccontato a Verona-In.it, Elena Grassia una delle coriste. “La situazione della restituzione dei premi erogati si fa anche paradossale perché ci sono persone andate in pensione e altre defunte, di cui adesso dovrebbe essere la famiglia a rispondere”, ha spiegato Giuseppe Martinelli, anche lui corista. Senza contare che “noi su quei soldi abbiamo pagato sia le tasse che i contributi previdenziali”.
“E’ paradossale che la verifica avvenga a quattro anni di distanza avendo il ministero tutti gli strumenti necessari per un monitoraggio costante”, hanno detto Ivano Zampolli della Uilcom e Dario Carbone della Fials.
“Entro aprile si dovranno avviare le procedure affinché non ci venga addebitato il danno erariale, ma dal punto di vista del diritto del lavoro ci sarà ancora molto da dire, poiché è probabile che ci siano ricorsi”, ha fatto sapere Gianfranco De Cesaris, direttore generale della Fondazione.
In questa occasione sembra che proprio tutti siano con i lavoratori. Il problema è che, comunque, salvo sorprese, saranno loro, a dover fronte alla restituzione. Saranno loro a pagare per colpe di altri. Per buchi di bilancio dei quali non sono minimamente responsabili. Per le “varie irregolarità in merito alla contrattazione aziendale” emerse dalla verifica amministrativo-contabile effettuata dal Ministero dell’economia e delle finanze a settembre 2017. Ecco dunque un nuovo elemento per comprendere la questione.
Un cominicato stampa dell’Usb del Lirico di Cagliari del 2 ottobre conferma che la criticità non é circoscritta all’Arena. Infatti il documento segnala l’esistenza “di gravi irregolarità gestionali amministrative rilevate durante un controllo ispettivo del Ministero dell’economia e delle finanze, avvenuto nel luglio 2017 e comunicate a novembre dello stesso anno”. Irregolarità tra le quali “si rilevano cifre percepite (secondo i rilievi indebitamente) dai lavoratori negli anni 2008-2011 … che la gestione del tempo stabilì di erogare con l’intento di essere riassorbite con il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro, nel frattempo mai avvenuto”. Insomma anche “a Cagliari, lavoratori-capro espiatorio”, dice Massimiliano Ceccanti, corista e sindacalista Usb.
Per il 5 novembre la Cgil Slc ha indetto un presidio davanti alla sede del Mibac, a Roma. “E’ inaccettabile che si mettano ancora in grave difficoltà i lavoratori anziché agire nei confronti delle gestioni, dei sovrintendenti, dei consigli di indirizzo che commettono gli errori”, fanno sapere dal sindacato.
“Il ministero non farà mancare il supporto alle fondazioni lirico-sinfoniche, ma servono piani industriali credibili nei numeri, chiari nella visione strategica e affidabili. Non dobbiamo più gestire emergenze”, ha detto agli inizi di ottobre Bonisoli.
Ma intanto gli attestati di stima e vicinanza ai lavoratori sono tanti. Tantissimi. Compreso quello di chi sulla pagina facebook del Comitato nazionale delle Fondazioni lirico sinfoniche scrive che “la musica non la conosce, ma senza non potrebbe vivere. Forza difendete i vostri diritti”.
E’ ora l’occasione per il ministro di far sentire il suo supporto. Reale, concreto. Altrimenti saranno state solo parole.

 

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