Intervista di Raffella De Santis, Roma

Abbiamo una classe dirigente estranea ai valori della cultura, dunque perchè stupirci  se viene fatto poco per promuovere la lettura?”. Giovanni Solimine, presidente onorario del Forum del

Libro e della Fondazione Bellonci che organizza il premio Strega, commenta con calore il j’accuse che ieri Nicola Lagioia ha rivolto su Repubblica ai politici, impegnati in una campagna elettorale cieca al mondo del libro.

La cultura non fa evidentemente guadagnare consensi.

“La classe politica dovrebbe guardare lontano, cercare di orientare. Manca invece una visione culturale diffusa”.

Il 39 per cento della nostra classe dirigente dichiara di non aver letto un libro nel corso dell’anno. Quindi non è un problema solo dei politici.

“I politici preferiscono affidarsi a slogan efficaci e pochi concetti. L’approfondimento e la complessità sembrano incompatibili con la vita di oggi. Anche all’università, dove insegno, noto un impoverimento generalizzato. Forse alla fine del corso di studi i ragazzi acquisiscono maggiori competenze tecniche, ma escono meno formati, con minore capacità di orientarsi”.

Qualcosa pero in questa legislature è stato fatto, dalle agevolazioni fiscali alle librerie al Fondo per il libro e la lettura.“Ma ho la sensazione che, al di la dei sigoli provvedimenti, manchi un disegno complessivo. Sostenere le librerie ha senso solo se si stimola il mercato. E’ deludente che nonostante l’impegno di Flavia Piccoli Nardelli, presidente della Commissione cultura della Camera, non sia passata una proposta per agire in modo coordinato sui vari terreni: scuole, biblioteche, librerie, editori e promozione”.

Si riferisce alla tanto auspicata Legge per il libro?
“Franceschini ha annunciato almeno un paio di volte che sarebbe stato l’anno del libro, poi non  è  stato così. Non c’è stato spazio per interventi organici e azioni di sistema. Si è preferito procedere punto per punto, infilando provvedimenti  nella legge di stabilità, senza un progetto globale. Anche il bonus di 500 euro ai diciottenni può risultare un provvedimento isolato”.

In che senso ?
“Non capisco. Perche non incentivare a leggere anche gli adulti ? Sarebbe utile una promozione rivolta agli anziani, che hanno molto tempo libero per leggere”.

La politica del finanzimento diretto non la convince ?
“Un regalo buttato lì non serve. Se sono astemio e qulcuno mi regala una bottiglia di vino non la bevo o tuttalpiù  la regalo”.

A marzo si vota, che cosa chiedera il Forum del libro al nuovo governo ?“Lo sgravio fiscale per l’acquisto dei libri e un impegno sul territorio per librerie scuole, biblioteche. Soprattutto nelle periferie urbane o in alcuni paesi del SUd, dove i dati di lettura sono molto al di sotto del pur basso 40% della media nazionale”.

La cultura non serve più a salire nell’ascensore sociale?

“E’ stato cosi per mio padre e ancora per la mia generazione. Oggi i miei nipoti ingegneri sono sparsi tra l’Africa, l’Indonesia e l’Inghilterra perchè qui le loro competenze non vengono valorizzate”.

 

Repubblica, 23 gennaio 2018