Oltre il concorsone: nel frattempo il Ministero della Cultura distribuisce incarichi a interim senza criterio a dirigenti spesso estranei all’incarico

Forse si offendereste se vi domandassero “Come è denominato il complesso delle più grandi Terme della Roma antica costruito tra il 298 e il 300 d.C. e costituente oggi una delle sedi del Museo Nazionale Romano?” E se poi gli autori del quiz vi proponessero come possibile risposta: A Terme di Diocleziano, B Terme di Stigliano, C Terme di Saturnia? Pensereste che al MiBACT si sono rintronati. Eppure questo è uno dei quiz proposti ai 19.479 concorrenti che partecipano al concorso, il primo dove nove anni, per 500 posti di funzionari, di cui 90 archeologi.
Ma c’è persino di meglio. “I banchi lignei (plutei) della Biblioteca Michelangiolesca a Firenze furono realizzati? A da Giorgio Vasari, B da Baccio Bandinelli C da Giovanni Battista Tasso e Antonio di Marco Giano detto il Carota”. Sbalordimento. Tutt’e tre le risposte sono sbagliate, gli è tutto da rifare, direbbe il fiorentino Bartali, un po’ come questo povero Ministero che le cosiddette riforme Franceschini stanno spegnendo fra paralisi e caos. E un po’ di facile mondanità.
E se poi vi chiedessero da chi è firmato il bellissimo Pugilatore conservato al Museo Nazionale Roma, A da Polidoros, B Apollonius C Atenodoros ? Dovreste rispondere: somari, somarissimi, da nessuno dei tre perché non è nemmeno attribuito con certezza ad alcun autore, men che meno a questi. Una domanda-trabocchetto o soltanto stupidissima? Essa si ripete per il Septizonium di cui ci resta la Curia Senatoria nel Foro Romano “ricostruita nella seconda metà del secolo III: da Valeriano, da Diocleziano o da Aureliano? Ma da nessuno dei tre. Lo denuncia il sito Emergenza Cultura espressione del Forum di associazioni formatosi il 7 maggio: “Sui social network impazza la diffusione di segnalazioni relative a errori evidenti ed esorbitanti presenti nelle domande e nelle risposte! Tale situazione appare ancor più paradossale a fronte dei requisiti di elevata specializzazione professionale richiesta da tutti i profili a bando”. Pare che al Ministero si stiano attivando febbrilmente per cancellare dai quiz la figuraccia.
Questi 500 assumendi sono poco più di un bicchier d’acqua per un Ministero grandemente impoverito dall’era dei tagli lineari feroci di Bondi e Galan, dei governi dell'<<austerità>> e dal primo anno del governo Renzi-Franceschini. Che però ha rivoltato il vecchio e logoro vestito dei Beni Culturali facendolo letteralmente a pezzi anche laddove reggeva. A Roma e Ostia per esempio, con una Soprintendenza archeologica unica, adesso ridotta a “spezzatino”, cioè in quattro pezzi fra loro non comunicanti. Con 4 dirigenti anziché uno solo a cui rispondere, senza nemmeno la carta intestata per rispondere alle richieste dei cittadini.
Nel frattempo la sede centrale distribuisce incarichi a interim “senza nessun criterio” a dirigenti “spesso totalmente estranei all’incarico che andranno a ricoprire” (ancora dal sito di Emergenza Cultura), con “il personale che non sa dove e come lavorerà”. Del resto vi sono da mesi funzionari che hanno la responsabilità di due Musei distanti da loro decine di Km pendolando fra l’uno e l’altro. mentre agli stessi Musei “eccellenti” mancano mezzi e servizi minimi. Per fortuna sono assicurati i servizi nuziali fra i templi di Paestum (per i quali invero c’era già un tariffario) o nel Giardino d’Inverno del Palazzo Ducale di Urbino, mentre, idea nuovissima, si organizzano qua e là concerti e opere liriche. Colpi di genio che fanno meritare ai neo-direttori dai 145mila euro lordi in su all’anno contro i 30-35mila percepiti dai loro predecessori in un Museo nazionale. Non abbiamo notizie di una possibile performance di Federica Pellegrini nella vasca della Reggia di Caserta (auspicata dal neo-direttore). Pazientate, ci sono le Olimpiadi, poi vedrete che botto.

Il Fatto, 19 luglio 2016