di Tina Lepri

Nel centro storico di Napoli, sito Unesco sin dal 1995, i previsti e urgenti lavori di restauro sono fermi da tre anni nel celebre cinquecentesco complesso dei Girolamini. È chiuso, nascosto dalle impalcature, mentre cadono pezzi da soffitti e strutture di sostegno.

Quello dei Girolamini è un insieme importante: comprende la chiesa monumentale San Filippo Neri, la ricca Quadreria con opere famose (Zuccari, Pomarancio, Ribera, Guido Reni ecc.) e una biblioteca tra le più importanti d’Europa, con 180mila volumi sotto sequestro giudiziario dal 2012, dopo il grande saccheggio e dispersione di centinaia di libri antichi e rarissimi incunaboli (XVI- XVII sec) rubati dal suo direttore Marino Massimo De Caro.

In realtà i restauri avrebbero dovuto essere conclusi da tempo. Nel 2013 è iniziato l’iter per le gare di appalto concluse solo nel 2015: ad oggi sono stati montati soltanto i ponteggi e tutta la piazza dei Girolamini è un grande cantiere inattivo coperto da teli svolazzanti, circondato da reti metalliche, invaso da erbacce, cristallizzato in uno stato di degrado e provvisorietà.

Nel 2017 l’architetto Paolo Rocchi, collaboratore della ditta che si è aggiudicata l’appalto di parte dei lavori, compresa la chiesa dove il restauro è a buon punto, rileva «forti criticità su tutti gli elaborati progettuali redatti dalla Soprintendenza». Ci vuole una variante, quindi un nuovo progetto. Nell’ottobre 2018 le due amministrazioni responsabili dei Girolamini, Comune e Soprintendenza, ordinano la sospensione dei lavori per «l’elaborazione del progetto di variante». Da allora la situazione non si sblocca, tutto è fermo tranne gli ultimi crolli nell’area dell’aranceto. Il restauro urgente è finanziato dall’Unesco mentre la ditta, paralizzata e custode dei materiali, minaccia l’iter giudiziario.

La situazione umiliante dei Girolamini si aggiunge al pesante degrado dei tanti complessi monumentali di Napoli vandalizzati o in stato di semiabbandono. Per il ripristino dei Girolamini l’Unione europea ha stanziato 7,7 milioni di euro come parte del progetto Unesco per il centro storico ma, denunciano la stampa e autorevoli comitati di cittadini indignati, la scadenza di questi fondi Por è datata 2020 e si rischia di perderli, come è successo altre volte. Ma l’attuale direttrice ad interim dei Girolamini, Simonetta Buttò, ci rassicura: «Quel rischio è superato dai fatti: la laboriosa variante al progetto è quasi pronta. I lavori urgenti, iniziati a metà luglio dopo i crolli dovuti al cedimento dei solai, proseguiranno senza interrompersi». Attivare i cantieri è un compito prioritario, aggiunge Buttò, ma quello principale è prendersi cura della Biblioteca e di tutto il complesso dei Girolamini «per ridare decoro a un sito affascinante ma abbandonato al degrado».

L’interim di Simonetta Buttò sta per scadere. Il posto di direttore dei Girolamini verrà assegnato entro settembre 2020 (così è previsto) al vincitore del concorso internazionale del Mibact. A lui spetterà il compito non facile di salvare e far rinascere questo straordinario luogo di cultura e di bellezza.


Articolo pubblicato su “Il Giornale dell’Arte”, 21 agosto 2020

Fotografia di ho visto nina volare da Wikimedia Commons