Sono appena cominciati i lavori di recupero nello storico Palazzo Nardini, il Palazzo del primo Governatore pontificio di Roma, in via del Governo Vecchio, e già

fioccano, da parte dei nuovi proprietari, per ora la Invimit sgr – società “di cerniera tra i soggetti pubblici, proprietari di ingenti patrimoni immobiliari, e il mercato,” ovviamente privato – richieste di affitti degni di piazza di Spagna per i pochi negozi superstiti (si parla di 12.000 euro al metro quadrato). Il Palazzo Nardini, risalente alla fine del ‘400, di proprietà degli Ospedali Riuniti e poi della Regione Lazio, è stata da questa restaurato per la parte fondamentale riguardante i tetti con 6 milioni di euro investiti dalla Giunta Marrazzo (assessore alla Cultura, Giulia Rodano) nel 2008 e dieci anni dopo svenduto dalla Giunta Zingaretti per una manciata di milioni, appena 18, alla società Invimit. Che ora lo trasformerà in un Hotel o Residenza di Gran Lusso per conto di privati danarosi. Una operazione speculativa di alto livello, fortemente profittevole trattandosi di 6.500 metri quadrati fra fabbricati e grandi cortili, in pieno centro storico. In barba alle aspettative degli abitanti i quali speravano in un nuovo importante museo o comunque in una struttura culturale che qualificasse il quartiere.
Invano si sono opposti alla vendita a privati Comitati e Associazioni. Il Ministero non ha mai risposto. La Soprintendenza non è mai intervenuta. O meglio, è intervenuta, nella persona dell’allora Soprintendente Daniela Porro per stilare la motivazione con la quale, incredibilmente, veniva tolto il vincolo architettonico ad una antica proprietà pubblica per renderla vendibile a privati. Motivazione che il Coordinamento dei residenti della città storica ha chiesto, qualche settimana fa, di conoscere mediante l’accesso legale ai documenti. Per ora nessuna risposta. Insomma un “caso” molto italiano, per sordità e sfacciataggine, come da tempo non se ne conoscevano. Una autentica vergogna per Roma.

p.il Comitato per la Bellezza

Vittorio Emiliani, Gaia Pallottino, Luigi Manconi, Vezio De Lucia, Paolo Berdini