La conferenza stampa su Piazza di Siena tenuta dalla Federazione Italiana Sport Equestri (FISE) ha chiarito soltanto alcuni punti nodali dei rapporti col Comune di

Roma per l’utilizzo di Piazza di Siena. Mentre altri rimangono avvolti nelle nebbie dell’ambiguità. Secondo il direttore della FISE Diego Nepi, gli otto anni di concessione riguardano l’accordo fra Coni e la Federazione e non la concessione del Comune di Roma. Nella Giunta capitolina tuttavia emergono posizioni diverse: da una parte l’assessore all’Ambiente Pinuccia Montanari sostiene che rispetterà integralmente la carta di Firenze (che consente eventi nei Parchi soltanto in via eccezionale) e l’assessore allo Sport Daniele Frongia che in una intervista alla Rai ha parlato poco tempo fa degli otto anni di concessione e conferma che “gli uffici comunali stanno procedendo alla stesura di un accordo”, evidentemente più ampio. Con i due assessori il chiarimento è stato possibile poiché nessuno dei due ha presenziato alla conferenza-stampa.
“No” secco sulla possibilità di altre manifestazioni in Piazza di Siena dove si farà soltanto il tradizionale Concorso Ippico Internazionale. Tuttavia per la Casina dell’Orologio, “se qualche operatore” chiedesse alla FISE – che ha la responsabilità di quegli spazi – di usarla per altri fini, questa potrebbe facilitarne la realizzazione. Quali iniziative? Mostre, ricevimenti, feste, cocktail party? Non si sa. E invece si dovrebbe saperlo.
I giornalisti sono stati poi condotti a vedere lo spazio dell’ex Galoppatoio, certamente molto degradata e di notte pericolosa. Che cosa vorrebbero farvi? Non è chiaro. La zona, vasta e importante, fa capo in parte al vecchio Circolo Ippico e in parte alla società che gestisce il parcheggio sottostante. E’ noto che la FISE ha redatto studi e bandi per farne la sede di concorsi ippici minori. Ai giornalisti è stata distribuita una mappa in cui le due zone (Piazza di Siena e Galoppatoio) sono descritte in giallo unite dal tratto di Via Canonica anch’essa in giallo. Cosa che giustifica altri seri allarmi.
Come diciamo ormai da vent’anni, noi continuiamo a ritenere che il Concorso Ippico faccia ormai troppi danni alla Villa e che un piano coraggioso e globale di recupero conservativo sia quanto mai urgente e indispensabile per questa Villa tanto straordinaria quanto trascurata, stressata, in condizioni spesso penose, nel cuore di Roma. E che, se sponsor o mecenati si devono cercare, vanno cercati per questo fine in tutto coerente con la storia e con la realtà di un eccezionale patrimonio. Lo Stato, il Ministero non possono disinteressarsi di questa e di tutte le Ville Storiche di Roma, centinaia di ettari che una politica dissennata ha quasi privato del Servizio Giardini e che esige un piano straordinario di interventi pubblici e anche privati purché controllati e finalizzati all’interesse generale.

Carlo Troilo Osservatorio Roma  e  Vittorio Emiliani Comitato per la Bellezza

Roma, 24 marzo 2018