“In questi tempi turbolenti che sta vivendo l’Europa oggi, quando il fascismo sociale si sta diffondendo attraverso i paesi, è fondamentale assumere una

posizione forte contro l’ascesa delle posizioni di estrema destra, come quelle del progetto politico di Steve Banon. La Certosa di Trisulti è patrimonio dell’Italia democratica e non possiamo accettare che un tale monumento diventi sinonimo di una scuola la cui ambizione è la diffusione del neoliberismo, del capitalismo, dell’eteropatriachia e del colonialismo.”
Questo il messaggio di adesione che Boaventura Sousa Santos, sociologo del Centro de Estudos Sociais dell’Università di Coimbra (Portogallo), ha inviato agli organizzatori della manifestazione di sabato 16 marzo a Trisulti (Frosinone) e che si unisce alle centinaia di adesioni di cittadini, intellettuali, storici dell’arte, professori universitari, associazioni e partiti politici.
Tra i firmatari dell’appello per chiedere al Ministero dei Beni Culturali di revocare la concessione al Dignitatis Humanae Institute, braccio italiano del suprematista bianco Steve Bannon, spiccano i nomi dell’Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli, con la Presidente Rita Paris, e tutti i consiglieri del direttivo, l’antropologa Paola Elisabetta Simeoni; la professoressa di Storia Medievale dell’Università del Salento Lucinia Speciale, l’archeologa Maria Pia Guermandi, Sara Parca, Mariella Guercio; Maria Paula Meneses, Principal Researcher, Centro de Estudos Sociais, Universidade de Coimbra; Anna Maria Gentili, Professoressa Emerita Alma Mater Studiorum, Università di Bologna; Elena Brugioni, Prof. di Letterature Africane e Studi Post-coloniali Universidade Estadual de Campinas (Brasile); Maria Conceição Lopes, Prof. Centro de Estudos de Arqueologia, Artes e Ciências do Património, Universidade de Coimbra; Maria de Lurdes Craveiro, Prof. Storia dell’Arte, Universidade de Coimbra; ma non solo.
Tutti, nelle parole di Anna Maria Gentili, “A sostegno della Comunità di Trisulti che ci rappresenta tutti nella loro civile manifestazione a difesa della civiltà e dei diritti umani uguali per tutti.”

Sabato, 16 marzo si marcia per chiedere che:
1) la Certosa torni ad essere un luogo storico e culturale aperto a tutti, svincolato da qualsiasi imposizione ideologica e credo politico
2) sia revocata la concessione di assegnazione alla DHI, sussistendo il fondato dubbio che ci siano elementi non conformi ai requisiti richiesti nel bando
3) venga immediatamente avviato uno spazio pubblico per promuovere una riflessione approfondita sulla gestione dal basso dei beni culturali. Ci sono energie vive che operano in silenzio tra mille difficoltà, energie che attraverso la gestione del nostro patrimonio in un’ottica di servizio pubblico sono in grado di far rinascere territori e comunità, anche in chiave occupazionale oltre che culturale e sociale.

 

http://www.farodiroma.it/trisulti-intellettuali-di-tutto-il-mondo-in-sostegno-dellappello-per-revoca-concessione-certosa/?fbclid=IwAR00J3YA8vhVJsDgHybLhk7HkSKhuxK_M110-aO7bG_VTH1ZcKzG_b3NVSo