Pantheon a pagamento? Comunicato stampa di Emergenza Cultura

Emergenza Cultura denuncia l’ennesimo attentato all’integrità del patrimonio culturale perpetrato dal ministro Dario Franceschini: l’introduzione di un biglietto d’ingresso al Pantheon.
Non si tratta di un provvedimento isolato, ma di una conseguenza diretta della scelta scellerata di isolare il Colosseo, e il suo reddito milionario: al Pantheon spetterà di sostenere il patrimonio artistico romano che la secessione del Colosseo lascerà senza copertura economica.

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Nuovi trionfalismi e vecchi cinismi – Comunicato EC

Comunicato di

 Emergenza Cultura

Il 2016 è stata una buona annata per il turismo in Italia e quindi anche per il turismo culturale con aumenti rilevanti negli ingressi alle aree e ai monumenti archeologici e ai musei e con introiti maggiori. L’ha sottolineato il ministro Dario Franceschini accompagnato tuttavia da squilli di trombe onestamente esagerati. Perché?

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Comunicato Stampa: il Mibact e la gestione dell’emergenza nelle zone terremotate

Il Decreto del Mibact di nomina di un Soprintendente unico per le zone terremotate è in data 17 ottobre. Ad oggi, 3 novembre, il nome del nuovo Soprintendente non è ancora noto.

Eppure questi ultimi concitatissimi giorni hanno evidenziato, impietosamente, lo stato di paralisi in cui si trova la nostra struttura di tutela.

Ciò che denunciamo, in questo caso, non è solo il ritardo nell’opera di messa in sicurezza dal 24 agosto al 30 ottobre, ritardo che ha sicuramente contribuito alla perdita di monumenti e opere preziose.

L’elemento che preoccupa è l’incapacità del Ministero di dotarsi in tempi rapidi di una struttura di pronto intervento e assieme l’opacità che continua a circondare l’attività del Collegio Romano.Continua a leggere…

Emergenza Cultura: comunicato stampa

Il Ministro risponda.

Ci voleva il crollo di S. Benedetto a Norcia perché fosse chiaro a tutti che la situazione del patrimonio artistico del centro Italia è compromessa in modo gravissimo. Non abbiamo ancora un bilancio completo dei danni provocati dalla scossa che ieri ha lasciato in piedi solo la facciata della cattedrale di Norcia, e toccato persino la cupola di Sant’Ivo alla Sapienza a Roma, ma molto di quanto è accaduto tra il 26 ottobre e ieri mattina poteva essere evitato. Se la salvaguardia del patrimonio storico fosse stata condotta con la stessa sollecitudine ed efficienza con la quale si è provveduto alle persone, non dovremmo considerare oggi perdite così gravi e dolorose. Le case si ricostruiscono, le attività produttive si possono riavviare, i muri pericolanti di una chiesa affrescata devono essere tempestivamente messi in sicurezza per evitarne il crollo. Dopo è tardi. Continua a leggere…

Comunicato stampa EC 23/08/2016

Il patrimonio culturale dopo la riforma Franceschini: «nave senza nocchiero, in gran tempesta»

Mentre anche la stampa estera rilancia le critiche sulla situazione dei 20 supermusei creati con la prima fase della Riforma Franceschini, la seconda fase si sta attuando nella più totale disorganizzazione.

Perdura, a distanza di oltre un anno, l’incertezza sulla distribuzione del personale alle varie sedi di nuova creazione, musei autonomi e poli museali, e nelle Soprintendenze miste, episodio, non ultimo, del vero e proprio disprezzo mostrato nei confronti di chi, funzionari e personale tutto, in condizioni sempre più difficili, ha continuato a garantire le funzioni di tutela e la fruizione del patrimonio. Allo stesso modo, del tutto ignote sono le sorti di biblioteche, laboratori, archivi e depositi delle ex Soprintendenze archeologiche ora cancellate, con grave rischio per l’efficacia dell’attività degli organi sul territorio.Continua a leggere…

Emergenza Cultura: Comunicato

-Interi settori del «patrimonio storico e artistico della Nazione» vengono condannati a morte –

Il Ministero per i Beni culturali avrebbe bisogno, per funzionare davvero, di un organico di 25.000 unità (quello fissato nel 1997: in tempi di vacche già magrissime). Dario Franceschini ha prima ridotto le piante organiche a 19.050 unità, e poi ha bandito 500 posti (la metà di quelli che andranno in pensione prima della presa di servizio dei vincitori).
Ora il bando per i 500 posti di funzionario mostra a quali fatali conseguenze

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