Rita Paris, Ancora sul Parco Archeologico dell’Appia Antica

Il 2 febbraio ho scritto per Emergenza Cultura un articolo dal titolo “Parco Archeologico dell’Appia Antica: un problema o una risorsa”, per sottolineare l’incoerenza tra la creazione del Parco Archeologico (uno degli istituti dotati di autonomia speciale e guidato da un direttore scelto con una selezione internazionale, a seguito della Riforma Franceschini)  e l’indifferenza che il Ministero continua a mostrare nei confronti delle condizioni in cui versano l’istituto del Parco Archeologico e il suo patrimonio. Continua a leggere…

Tomaso Montanari, Appia scordata e senza fondi. La Grande Bellezza è perduta

Le meraviglie abbandonate – Per la Regina Viarum si è passati dall’idea (sbagliata) Benetton al totale nulla. Però c’è chi combatte  

“O via Appia, consacrata da Cesare venerato sotto l’effigie di Ercole, tu che superi in celebrità tutte le italiche vie …”: l’invocazione di Marziale risuona oggi come una disperata richiesta di aiuto. Sembra quasi che all’Appia Antica si voglia far pagare il no di quattro anni fa alla Società Autostrade. Pochi oggi lo ricordano, ma nell’estate del 2014 divampò furiosa una battaglia di opinione intorno al tentativo di aggiungere la Regina Viarum al vasto regno dei Benetton.Continua a leggere…

Maria Pia Guermandi, Appia Antica, il fragile equilibrio della strada di Cederna

Privilegio. Questa la sensazione che si provava l’altra sera sull’Appia antica. Era una delle serate del Festival che da alcuni anni Rita Paris, direttrice del Parco Archeologico, organizza a luglio: “dal tramonto all’Appia” il titolo che è ormai un appuntamento consolidato nel panorama delle iniziative culturali romane. Letture, danza, proiezioni e concerti di alto livello all’ombra dei pini marittimi e accanto ai monumenti e siti della regina viarum, da Cecilia Metella e San Nicola a Santa Maria Nova e i Quintili, a Capo di Bove.