«La misura è colma». Mobilitazione dello spettacolo in 21 città

di Francesco Brusa

Sorpresi, i pochi turisti in piazza del Pantheon girano la testa di scatto. Alla sinistra del famoso tempio romano, situato nel pieno centro della capitale, passa un rumoroso corteo di professionisti e professioniste dello spettacolo, diretto verso Montecitorio. «Mario Draghi, dacce il tavolo / dacce il reddito», scandiscono sulla melodia del successo dei Queen Another One Bites the Dust.Continua a leggere…

La cultura è un bene di consumo o un bene comune?

di Marco Dotti

Cultura: «un bisogno vitale in tempo di crisi», un «bene comune essenziale, fonte di resilienza».

Parole più che mai attuali quelle con cui, nel marzo scorso, Ernesto Ottone, direttore generale aggiunto per la cultura dell’Unesco, poneva il tema: la cultura è un bene essenziale o sacrificabile, un bene comune o un bene di mero consumo? Un capitale relazionale o un semplice prodotto?

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Perché la rabbia dello Spettacolo non è lo spettacolo della rabbia

di Daniele Vicari

Per capire la rabbia di lavoratori e artisti dello spettacolo che in questi giorni hanno partecipato alle proteste esplose in tutta Italia, basta consultare studi e documenti degli anni scorsi e si scopre facilmente che il Covid s’è abbattuto su un settore mal governato, basato su una estrema frammentazione del lavoro, privo di reali tutele e diritti per la gran parte dei lavoratori.Continua a leggere…

I teatri del “dopo” non saranno più solo cifre e incassi

di Francesco Giambrone

Nel mondo fermato da una pandemia è cambiato il significato delle parole. E questo accentua la sensazione di smarrimento in cui viviamo. In poco più di un mese un virus ha confinato i nostri teatri nella fascia di pericolosità alta, se non addirittura altissima. Eravamo spazi di aggregazione della comunità, siamo diventati luoghi di assembramento, e dunque di pericolo.Continua a leggere…