di Vittorio Spigai

Il 21 agosto, mentre molti padovani sono fuori città, una Conferenza dei Servizi ristretta dovrebbe esaminare – per la sua eventuale approvazione – la torre fuori-scala di Nuova pediatria al centro del Giustinianeo. Alta più di 10 piani, lunga oltre 80, a pochi metri dalle mura del ‘500! Una costruzione non ammissibile in un paese prezioso come il nostro, da sessant’anni all’avanguardia nelle politiche del patrimonio e del paesaggio. Inascoltati gli appelli da parte di 15 associazioni culturali della città al MIBACT, da oltre due anni e anche recentemente [6 aprile 2018, 25 maggio 2018, 7 giugno 2019, 18 luglio 2019].

Padova non si rende conto del fuori-scala dell’edificio. Denaro pubblico, 60-70 milioni di euro, per un affronto non reversibile all’Urbs Picta. Un colpo di scure sul Giustinianeo e sulle mura rinascimentali (tra le più importanti del mondo! Falconetto e Sanmicheli vi lavorarono) ma soprattutto per l’immagine intera del centro antico, per la sua aura e presentabilità a livello internazionale. Sfregio insanabile che evidentemente ha un’incidenza anche sulla candidatura UNESCO: non si possono pretendere fasti e onori per un gioiello, gettandogli accanto macerie e sacchi di spazzatura. Nuova pediatria non è per Padova l’occasione che sembrerebbe offrire l’Azienda Ospedaliera per risanare, liberare quell’area disastrata e invivibile, e per valorizzare la cinta rinascimentale!

Il progetto della torre che si pretenderebbe di approvare, rimane – immutato – quello di tre anni fa, azzerando tre anni di dibattito cittadino. Si erigerà la torre e si continuerà invece, come si è fatto nell’ultimo mezzo secolo – vergogna nazionale – ad affastellare nell’area del Giustinianeo, sull’onda di presunte o reali urgenze sanitarie, edifici senza alcun criterio né civile disegno d’insieme, né misura. A che fine si risanerebbe l’area? Sarà messa finalmente in bella evidenza la cinta rinascimentale e il canale di S. Massimo, una delle matrici della città, barbaramente interrato negli anni ’60? No, affatto. Vedremo invece costruire uno, due, tre … mastodontici edifici in centro storico e all’interno della cinta illustre che si vorrebbe liberare. Lasciando il canale intubato com’è. Il tutto a 650 metri dalle cupole della Basilica del Santo, 550 da Santa Sofia, 400 da via Ognissanti e 150 dal bell’ospedale settecentesco Giustinianeo.

Gli interventi di Boschetti-Liceo Selvatico, Prandina, Piave, Bassanello-Alicorno, via Sarpi-Impossibile, Treves, Giustinianeo, ex Macello Peretti e golena S.Massimo, carte vitali per la città – che la Giunta, senza alcun quadro d’insieme, ha gettato sul tavolo e, pezzo per pezzo, si sta giocando in questi mesi – possono rendere Padova effettivamente un centro di rilievo culturale internazionale come Urbs Picta proporrebbe; oppure un residuato di nobili memorie, un mediocre centro, bistrattato e deturpato dai suoi stessi figli, pur conservando, al suo interno, alcuni gioielli.

Riusciranno il Sindaco e gli Assessori Micalizzi, Colasio e Gallani, il Rettore, a iniziare a lavorare di concerto per una grande, unitaria Urbs Picta – testimonianza di una sua “storia unica” che non si ferma al ‘400? Ad evitare errori clamorosi, che mortificherebbero la città nel mondo, come il colosso di Nuova pediatria proprio in quel luogo? Questa Giunta rischia di passare alla storia per questo misfatto. C’è qualcuno che sotto sotto continua a illudersi e a soffiare sul fuoco del “nuovo su vecchio” e che consiglia male, malissimo, i responsabili.

È l’ora di capire che nuove tipologie e odierne necessità ospedaliere – come altezza e volume dei blocchi, esigenza di verde e salubrità, accessibilità e parcheggi – sono improponibili all’interno del nostro centro storico.


Elaborazioni grafiche del Comitato Mura di Padova