del comitato Bergamo Bene Comune

La Strategia di Rilancio e Adattamento del Comune di Bergamo punterà, per questo 2020, sul turismo di prossimità e domestico per rilanciare un settore “duramente colpito dalla crisi scatenata dal covid-19”.

Considerato che secondo un’analisi contenuta nel position paper del Comune soltanto il 33% delle presenze del turismo cittadino era rappresentato dall’Italia mentre il 66% – quello che giustamente si prevede venga a mancare in questo momento – era rappresentato dal turismo estero; considerato che vista la drastica contrazione – attuale e prevista per i prossimi mesi – degli arrivi turistici, l’offerta ricettiva risulterà chiaramente eccedente la richiesta, non si capisce perché tra le azioni ‘immediate’ previste dal position paper del Comune, “Facilitare la formazione delle piccole realtà economiche non organizzate”, l’Amministrazione citi esplicitamente ed in prima posizione la realtà della “ricettività extra alberghiera”.

Ciò è anche in pesante contraddizione con le dichiarazioni rilasciate dal Sindaco di Bergamo pochissimi mesi fa: «Serve un freno al boom degli affitti turistici», «Serve un limite, Città Alta va difesa», «Va messo un argine alla trasformazione del centro storico» …
Il sindaco Gori ammetteva che l’offerta di ricettività extra-alberghiera bergamasca è «un’offerta massiccia, che sottrae spazi vitali alla residenza. […] vogliamo evitare che la quasi totalità degli alloggi di Città Alta prima o poi si veda trasformato in una casa vacanza pubblicizzata sui portali internazionali».
Ammetteva anche che «la crescita dei flussi turistici tende a modificare la composizione del mix commerciale a danno degli esercizi di vicinato e delle botteghe artigianali».

Oltretutto, in un momento come questo, e anche solo dal punto di vista sanitario, una ricettività di tipo extra-alberghiero capillarmente diffusa nelle abitazioni e poco controllabile – perché in parte sommersa – come quella che è stata il trend degli ultimissimi anni, potrebbe risultare addirittura controproducente e contribuire non poco allo scoppio di nuovi focolai.

Onestamente non si capisce perché, nonostante una drastica contrazione della richiesta, debba rientrare fra le priorità amministrative dettate dall’emergenza covid quella di facilitare l’ampliamento dell’offerta di una categoria il cui effetto collaterale è quello dell’espulsione graduale della residenza e dall’annientamento del tessuto sociale locale e che l’Amministrazione stessa ammetteva di considerare un problema della città.

Tanto più che uno dei punti dell’ultimo programma elettorale del sindaco prevedeva: «Sostegno alla residenza e agli affitti di lunga durata. Freno all’eccessiva proliferazione di case vacanze (impegno per modificare la legge regionale) e lotta all’abusivismo in questo settore».

A meno che l’idea di città che ha in mente l’Amministrazione di Bergamo, quella vera, sia ben diversa da quella ammannita ufficialmente nel programma elettorale e più volte ribadita attraverso i media.

Ciò spiegherebbe anche perché quando a giugno 2019 proponemmo al Sindaco (con una richiesta inviata personalmente e poi protocollata presso il Comune di Bergamo) di aderire alla petizione congiunta dei sindaci delle città turistiche europee affinché Parlamento e Commissione UE intervenissero a sostegno dei loro sforzi per contenere il dilagare e l’abusivismo degli affitti brevi a salvaguardia dell’autenticità e vivibilità dei centri storici – garantendo che la locazione degli immobili potesse sottostare alle regole dei paesi in cui tali immobili sono situati e non a quelle dei paesi di origine delle piattaforme web che la promuovono – il sindaco non solo non aderì alla petizione, ma nemmeno ritenne di inviarci una risposta, né in positivo né in negativo.

Dopo la pubblicazione di questo documento di ‘Strategia di Rilancio e di Adattamento’, appare chiaro che, ad un anno dall’insediamento della giunta, il «sostegno alla residenza e agli affitti di lunga durata. Freno all’eccessiva proliferazione di case vacanze (impegno per modificare la legge regionale) e lotta all’abusivismo in questo settore» non è più fra le priorità del Sindaco di Bergamo (né del delegato per il centro storico). O forse non lo è mai stato?

Riteniamo sia deleterio per la città intraprendere un’azione intesa a favorire un’ulteriore espansione dell’attività ricettiva extra-alberghiera a discapito della residenza.
Proprio perché “in gioco c’è l’anima stessa della città, fatta di relazioni, socialità e condivisione”, lo dice lo stesso documento di posizione del Comune.
E crediamo che si debbano piuttosto implementare tutte le misure possibili volte alla sua regolamentazione. Per questo pensiamo sarebbe utile rendere obbligatoria per tutte le attività ricettive extra-alberghiere l’adesione ad una piattaforma pubblica comunale unica.

Per chi fosse interessato a leggere il nostro documento di Osservazioni al position paper del Comune di Bergamo, lo può trovare e scaricare qui:

Osservazioni position paper Bergamo 2020 – strategia di rilancio e adattamento

Per chi fosse interessato a leggere o aderire al nostro appello “BERGAMO PER TUTTI – per un futuro diverso”, lo può trovare qui:

Bergamo Per Tutti – per un futuro diverso


Nota pubblicata sul sito del comitato Bergamo Bene Comune, 14 giugno 2020

Fotografia di Mattia Bericchia su Unsplash