Un territorio senza tutela

di Maria Pia Guermandi

Mentre riparte, dopo la pausa del lock down, lo storytelling sulla “bellezza d’Italia, motore di ricchezza e volano di sviluppo”, finalizzato alla caccia al turista coûte que coûte, e sostenuto dall’asfissiante retorica del marketing pubblicitario sulle riaperture di mostre e musei, il sistema cui è affidata la protezione e gestione del nostro patrimonio attraversa una crisi che solo con l’ottimismo della volontà ci ostiniamo a non dichiarare irreversibile.Continua a leggere…

Il fragile sistema del nostro patrimonio, fra riaperture e “rilanci”

di Maria Pia Guermandi

La fase 2 per quanto riguarda il nostro patrimonio ha conosciuto pochi giorni fa il sovrapporsi di due provvedimenti di forte impatto: le riaperture dei luoghi della cultura, da tempo preannunciato per il 18 maggio e il decreto rilancio con il quale il governo ha stanziato le risorse per lenire i problemi determinati dal blocco delle attività per oltre due mesi.Continua a leggere…

Per far vivere la cultura non basta un fondo nazionale

di Maria Pia Guermandi e Rita Paris

Mentre si dilatano i tempi imposti dalla pandemia che sconvolgerà le nostre modalità di vita associata – e di vita tout court – su un orizzonte temporale che sembra prefigurarsi ormai ben superiore all’anno in corso, già da qualche settimana si rincorrono appelli e proposte per la ripresa che con l’ottimismo della volontà vorremmo prossima.

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Il patrimonio culturale come luogo del futuro. Andrea Emiliani e “Una politica dei beni culturali”

di Maria Pia Guermandi

Le recenti polemiche sulle chiusure dei musei, giunte in ritardo rispetto ad altri luoghi, a partire dalle scuole, hanno sancito, una volta di più, la cesura che ormai divide il nostro patrimonio culturale rispetto ad altri servizi pubblici. Patrimonio, in particolare quello dei musei autonomi, ormai gestito quasi esclusivamente come strumento al servizio del turismo e quindi come fonte economica primaria in un’economia, come la nostra, che fatica profondamente ad affrontare i nodi della globalizzazione e della riconversione postindustriale. Continua a leggere…

Maria Pia Guermandi, Appia Antica, il fragile equilibrio della strada di Cederna

Privilegio. Questa la sensazione che si provava l’altra sera sull’Appia antica. Era una delle serate del Festival che da alcuni anni Rita Paris, direttrice del Parco Archeologico, organizza a luglio: “dal tramonto all’Appia” il titolo che è ormai un appuntamento consolidato nel panorama delle iniziative culturali romane. Letture, danza, proiezioni e concerti di alto livello all’ombra dei pini marittimi e accanto ai monumenti e siti della regina viarum, da Cecilia Metella e San Nicola a Santa Maria Nova e i Quintili, a Capo di Bove.

M.P. Guermandi, due sentenze e un accordo: cattive notizie e una speranza

Due vicende, di ambito apparentemente diverso hanno caratterizzato gli ultimi giorni.  Da un lato le sentenze del Consiglio di Stato che, ribaltando la decisione del Tar, concedono il via libera all’istituzione del Parco Archeologico del Colosseo, decretando lo smembramento definitivo di quella che era la storica Soprintendenza Archeologica di Roma. Sui problemi giuridici aperti dalle sentenze v. soprattutto i commenti su Emergenza Cultura, ma occorrerà ritornarci, per la gravità delle implicazioni che si estendono ben al di là del caso specifico, fornendo una legittimazione all’uso o meglio abuso della decretazione come modalità di sottrazione dell’attività dell’esecutivo ad ogni controllo preventivo in materia di pubblica amministrazione.Continua a leggere…

Paesaggio: l’attacco convergente

(di Maria Pia Guermandi) Dilagante e per lo più scomposta è stata l’attenzione mediatica riservata, in questi ultimi giorni, alle sentenze con le quali il TAR ha stroncato il fiore all’occhiello della cosiddetta riforma Franceschini, la creazione dei 20+10 supermusei autonomi. Quella riforma si era concentrata, appunto, sui così detti “attrattori turistici”, ovvero sia musei e monumenti ad alta redditività, con provvedimenti di cui ora sta emergendo l’opacità e l’illegittimità amministrativa, oltre che l’approssimazione culturale.
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