Francesca Canino, L’oltraggio al patrimonio storico-artistico di Cosenza

La memoria negata ai posteri. Di questo passo non resteranno nemmeno le pietre, inglobate in chissà quale struttura di grido, niente che potrà testimoniare la presenza della città nei secoli.
La parte antica di Cosenza rischia di sparire sotto il peso del tempo, nessun intervento di recupero è stato messo in atto da quando sono diventati più evidenti i segni del degrado, nonostante gli appelli dei cittadini, delle associazioni, del mondo accademico.
Cosenza vecchia scompare sotto le ruspe che hanno demolito, pochi mesi fa, due antichi palazzi malridotti, senza pensare minimamente a una eventuale ristrutturazione e senza alcuna autorizzazione da parte della Commissione regionale dei beni culturali o della Soprintendenza, che solo qualche mese prima aveva scritto all’amministrazione comunale bruzia per informarla

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Francesca Canino, Il patrimonio culturale italiano fatto a pezzi e svenduto agli stranieri: il caso della chiesetta di Cleto in Calabria

La svendita del patrimonio artistico italiano è ormai una realtà contro la quale si deve intraprendere una tenace battaglia, una ‘’crociata’’ vera e propria a difesa di secoli di storia, arte e tradizioni. Anche i piccoli centri non risultano immuni dal redditizio business dell’arte, complici gli scarsi controlli e una normativa che si vuole trasformare a vantaggio del mercato.

Salvatore Settis, solo poche settimane fa, così ha scritto: «La nuova norma trasforma l’Italia in un gigantesco magazzino di beni culturali di seconda mano, dove chiunque è invitato a entrare col carrello della spesa. Ecco arrivare al Consiglio dei ministri un Ddl sulla concorrenza, che

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Francesca Canino, Paesaggio bene sociale

Diventa sempre più raro imbattersi in paesaggi rurali e selvaggi, non ancora aggrediti dalle speculazioni edilizie. I grandi e bucolici spazi sono ormai scomparsi, lasciando il posto alle colate di cemento, ai disboscamenti e alle campagne abbandonate. Il paesaggio si è deformato, stravolto dalle catastrofi naturali e dalla mano dell’uomo, risucchiato dai vortici delle acque o ricoperto dal fango.

Il territorio calabrese necessita, oggi, di interventi seri a causa del dissesto idrogeologico e delle tante azioni rovinose messe in atto da gente senza scrupolo, che ha decimato i boschi calabresi, cementificato le coste e le aree verdi, inquinato fiumi e mari, imbottito di rifiuti tossici montagne e colline.

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