Salviamo il patrimonio culturale italiano dal ministro Franceschini

di Francesca Canino

«I beni archeologici italiani costituiscono un vanto per le collezioni dei musei di tutto il mondo: alcuni sono stati acquisiti in modo legittimo, altri no. Le rivendicazioni, tuttavia, non possono essere massive né occasionali: privare simultaneamente i musei esteri di quei reperti non porterebbe alcun vantaggio culturale e non consentirebbe di provvedere adeguatamente non solo alla loro valorizzazione ma addirittura alla conservazione degli oggetti», sono le parole della sottosegretaria ai Beni culturali, Lorenza Bonaccorsi, pronunciate in Commissione cultura nelle scorse settimane per rispondere a due atti di sindacato ispettivo a firma della senatrice Margherita Corrado (M5S). Gli atti in questione intendevano sollecitare il recupero al patrimonio pubblico italiano di reperti archeologici di pregio scavati ed esportati illecitamente all’estero, per finire nelle vetrine di prestigiosi musei statunitensi.Continua a leggere…

Francesca Canino, Lo stato dell’arte nelle città, tra incuria, interessi personali e impreparazione: il caso Cosenza

Minima, se non inesistente, è l’importanza che le istituzioni riservano alle opere d’arte del nostro paese, un grande patrimonio artistico spesso sconosciuto. Musei ed enti – ma soprattutto gli scantinati dei musei – custodiscono consistenti raccolte di reperti e manufatti artistici che potrebbero costituire un richiamo per studiosi, turisti e anche residenti. Negli ultimi anni, il patrimonio artistico italiano ha subito i contraccolpi nefandi delle istituzioni, guidate spesso da persone impreparate e disinteressate, come emerge dagli ultimi articoli pubblicati su questo sito. E la tendenza nazionale sulla tutela del nostro patrimonio culturale non può non riflettersi anche a livello locale. Come a Cosenza, l’antica Atene della Calabria, oggi divenuta

Continua a leggere…

Francesca Canino, Il triste destino dell’Antiquarium e del parco archeologico dell’antica Temesa (Cs)

In Calabria ci sono musei abbandonati e parchi archeologici lasciati nell’incuria, ricoperti di erba alta e alla mercé dei tombaroli. Tra questi sono da menzionare il parco archeologico di Cozzo Piano Grande e l’Antiquarium di Temesa di Serra d’Aiello, in provincia di Cosenza, chiusi da molti

Continua a leggere…

Francesca Canino, Cosenza e il suo nuovo ponte, uno sfregio al paesaggio

Sfregiata dai crolli nel centro storico e dalle nuove piazze realizzate senza alcun criterio urbanistico, oggi la città di Cosenza può ‘vantare’ un’ulteriore deturpazione. Da qualche settimana è stata sollevata l’antenna di un ponte che ferisce come una gigantesca lama il panorama della città, il verde paesaggio silano e presilano. Era tutto ciò che allietava gli occhi dei cittadini e dei visitatori, pronti a cogliere l’amenità dei luoghi naturalistici che si estendono appena fuori la città. L’altissima antenna, 104 metri, visibilissima da tutti i punti cardinali, si erge come un corpo fuori scala in attesa di essere spostato, invece rimarrà per sempre nella città dei Bruzi con il resto dell’opera lunga 120 metri.
Il ponte di Calatrava è un progetto che risale a circa venti anni fa, è costato milioni e milioni di

Continua a leggere…

Francesca Canino, Sigilli alla Biblioteca Civica di Cosenza, a chi interessa la cultura?

C’è un luogo a Cosenza che da oltre cento anni custodisce gli strumenti del sapere: la Biblioteca Civica, nume tutelare della conoscenza umana, fucina del futuro. Dal 2 agosto scorso è stata sfrattata da una parte degli storici locali in cui è ubicata da oltre un secolo, poiché non sono stati corrisposti i canoni d’affitto all’agenzia del Demanio. Gli ufficiali giudiziari hanno sigillato un’ala dell’istituto, mettendo a rischio il futuro di migliaia e migliaia di testi antichi e manoscritti. Il comune non ha corrisposto il canone all’agenzia del Demanio. A ciò deve aggiungersi la mancata corresponsione degli stipendi ai dipendenti, che da anni vivono una situazione di precarietà economica.
Cosenza, da Atene della Calabria, da sede di una delle prime Accademie d’Italia (l’Accademia Cosentina è stata fondata nel 1511 da Aulo Giano Parrasio), da città che ha dato i natali a filosofi, medici, letterati, astronomi è diventata da alcuni anni la città dei balocchi.

Continua a leggere…