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Emergenza Cultura

In difesa dell'articolo 9

Paola Somma, Il ringiovanimento delle Procuratie Vecchie di piazza San Marco

Il recente speronamento da parte di una grande nave della Costa Crociere di una più piccola nave/albergo, ormeggiata nel canale della Giudecca, ha distolto l’attenzione da altri eventi – Continua a leggere “Paola Somma, Il ringiovanimento delle Procuratie Vecchie di piazza San Marco”

Futura D’Aprile, L’Italia è il paese europeo che spende meno in istruzione (solo la Grecia fa peggio)

Spesa istruzione Italia – Che in Italia gli investimenti nel settore dell’istruzione siano sempre di meno non è una novità e i dati pubblicati dal Sole24Ore ne sono l’ennesima prova.

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Montanari e Italia Nostra: «No ai parcheggi nelle cave della Sanità» (di Luca Marconi)

La petizione promossa da Set Napoli col Wwf e altre associazioni: «Progetto insalubre e senza strumenti normativi bocciato già 30 anni fa, l’amministrazione torni sui suoi passi e apra un dibattito sulle politiche di mobilità sostenibile»

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Salvatore Settis, Il grande rogo della cultura

Si sta diffondendo l’idea che nell’epoca di Google Books e Amazon le biblioteche e i musei siano superflui: un alibi per ridurre spese di manutenzione: come dimostra Notre Dame, basta

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Tomaso Montanari, L’ennesima riforma del Mibac: cambio di rotta a piccole dosi

Beni culturali – Luci e ombre del testo, per ora noto solo in bozza, del ministro Bonisoli: troppo centralismo e qualche buona idea

Nella riorganizzazione del Mibac disegnata dal ministro Alberto Bonisoli – e ora nota almeno in

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Tomaso Montanari, Cosenza, il centro si sbriciola ma la ricetta sono le ruspe

Un’altra realtà abbandonata – La città vecchia crolla. Il sindaco, invece di ricostruire, butta giù i palazzi monumentali nell’indifferenza totale

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Giovanni Valentini, Venezia a rischio, una notizia vecchia di 25 anni

“Capita a volte che niente sia più falso della verità”.

(da “La fuga del signor Monde” di Georges Simenon – Adelphi, 2011 – pag. 154)

Poco meno di 25 anni fa, il 3 dicembre 1995, scrissi un “neretto” nelle pagine dei Commenti su

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Quale destino per la più grande raccolta museale di fotografie in Italia?

Alla metà di maggio è apparsa su più quotidiani, nelle cronache nazionali e locali, la notizia della vendita della sede storica della Società Fratelli Alinari, costruita nel 1863 da Leopoldo Alinari per quello che è stato fino ad oggi il più antico stabilimento fotografico al mondo, con le antiche sale di posa, le terrazze, i laboratori, l’antica stamperia in collotipia. Tutti questi locali via via ammodernati hanno ospitato fino ad oggi un archivio, anch’esso unico al mondo per le sue caratteristiche, cresciuto nel tempo fino a superare i 5 milioni di fotografie, di tutti i tipi formati e supporti. La sede dovrà essere lasciata sgombra entro il 30 giugno di quest’anno, per essere consegnata ai nuovi proprietari che ne faranno un condominio di più di 20 appartamenti, ad oggi quasi tutti già venduti.

Questa notizia lascia sgomenti tutti gli studiosi e sicuramente colpirà tutti gli appassionati di fotografia.

Non si può non constatare con rammarico il fatto che la città di Firenze, che è stata per oltre un secolo la capitale della fotografia italiana, perderà questa fondamentale testimonianza della sua storia. La vendita del palazzo è stata effettuata senza che si potesse aprire una discussione circa la sua destinazione e circa il destino dell’altrettanto e più importante patrimonio fotografico (ma non solo fotografico, poiché vi sono apparati, oggetti e reperti museali di straordinaria importanza).

Su questo ultimo punto fortunatamente si è registrata una sensibilità positiva da parte della Regione Toscana che ha dichiarato, nelle persone del Presidente Rossi e dell’assessore Barni, un interesse a salvaguardare l’unità e la disponibilità al pubblico di tale patrimonio archivistico e museale, tramite acquisto; recentemente il Comune di Firenze ha dato la sua disponibilità a trovare una nuova sede idonea a conservare e rendere fruibile il patrimonio in collaborazione con la Regione Toscana.

La SISF si è mossa già nel marzo scorso esprimendo alla Presidenza della Regione il nostro vivo apprezzamento per l’interesse dimostrato per la salvaguardia di tale patrimonio, che il Presidente ci ha confermato, ma anche la perdurante preoccupazione per le possibili difficoltà di una  acquisizione pubblica ancora non assicurata, e quindi per il futuro del grande archivio di lastre negative e delle raccolte museali.

Da storici sappiamo bene che il patrimonio fotografico Alinari è sempre stato considerato un “bene comune” che anche in precedenti occasioni di crisi (la prima esattamente cent’anni fa, dopo la grande guerra) è stato salvaguardato da intelligenti iniziative mosse non solo da intenti puramente economici.  Si deve pensare che in sostanza, l’arte italiana per oltre un secolo è stata conosciuta in tutto il mondo attraverso le oltre 200.000 lastre fotografiche tuttora conservate negli archivi di Largo Alinari.  Dal 1984, anno del passaggio dell’azienda all’attuale proprietà, l’Alinari ha rilanciato ancora una volta la propria attività svolgendo una importante politica di acquisizione che ha portato il patrimonio conservato ad oltre 5 milioni di fotografie tra negativi e positivi. Un patrimonio fotografico di grande importanza che non solo rappresenta la memoria visuale per eccellenza della nostra storia e del nostro patrimonio artistico, ma che costituisce una testimonianza non meno rilevante della produzione fotografica storica internazionale del XIX e XX secolo.

Archivi di noti fotografi professionisti e di personalità della fotografia amatoriale, ma anche di famiglie aristocratiche e della borghesia ottocentesca, raccolte fotografiche realizzate da apprezzati collezionisti del XX secolo, ‘corpus’ di rara importanza, come il più cospicuo nucleo di dagherrotipi italiani, o come la raccolta di album, di gran lunga la più numerosa al mondo;  oltre alla ricchissima biblioteca dedicata alla storia della fotografia, con oltre 20.000 volumi fino ad oggi accessibili alla consultazione, stanno traslocando, con la supervisione della Soprintendenza archivistica e bibliografica della Toscana, in un deposito a Prato.

Come comunità di studiosi e professionisti, da molti anni attivi nel promuovere la cultura fotografica e la difesa dei beni culturali italiani, sappiamo bene quale sia già stata la perdita derivante dallo spostamento dei materiali dalla loro sede storica, dove si erano sedimentati elementi di conoscenza non più recuperabili.

La Società Italiana per lo Studio della Fotografia intende quindi rivolgere un appello alle istituzioni preposte alla salvaguardia del patrimonio. La notifica di vincolo, avvenuta alcuni mesi fa, è un passo importante, che tutela rispetto a logiche di mercato che potrebbero portare a dispersioni, ma è altrettanto importante che vi sia, oltre all’apprezzabilissimo impegno della Regione e del Comune, anche una adeguata attenzione da parte del Ministero e delle Istituzioni competenti affinché sia salvaguardato il futuro del più importante patrimonio fotografico nazionale anche con iniziative volte a restituirlo al più presto alla collettività valorizzandolo e rendendolo nuovamente fruibile.

Nel contempo, la SISF intende sollecitare i propri iscritti e tutti gli studiosi e appassionati di fotografia per prendere iniziative di studio, discussione e divulgazione delle questioni che riguardano il destino di questa parte così significativa della nostra storia e della nostra identità culturale.

 

La Presidenza SISF

(Società Italiana per lo Studio della Fotografia)

30 maggio 2019

www.sisf.eu

 

Margherita Corrado, Lettera aperta al Ministro Bonisoli

Gentile Ministro, nel giorno in cui sono stati resi noti i nomi dei nuovi direttori di Pompei e del Parco dell’Appia Antica, il 22 maggio scorso, ho diffuso il comunicato stampa che prelude al Continua a leggere “Margherita Corrado, Lettera aperta al Ministro Bonisoli”

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