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Emergenza Cultura

In difesa dell'articolo 9

Giovanni Valentini, Venezia a rischio, una notizia vecchia di 25 anni

“Capita a volte che niente sia più falso della verità”.

(da “La fuga del signor Monde” di Georges Simenon – Adelphi, 2011 – pag. 154)

Poco meno di 25 anni fa, il 3 dicembre 1995, scrissi un “neretto” nelle pagine dei Commenti su

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Quale destino per la più grande raccolta museale di fotografie in Italia?

Alla metà di maggio è apparsa su più quotidiani, nelle cronache nazionali e locali, la notizia della vendita della sede storica della Società Fratelli Alinari, costruita nel 1863 da Leopoldo Alinari per quello che è stato fino ad oggi il più antico stabilimento fotografico al mondo, con le antiche sale di posa, le terrazze, i laboratori, l’antica stamperia in collotipia. Tutti questi locali via via ammodernati hanno ospitato fino ad oggi un archivio, anch’esso unico al mondo per le sue caratteristiche, cresciuto nel tempo fino a superare i 5 milioni di fotografie, di tutti i tipi formati e supporti. La sede dovrà essere lasciata sgombra entro il 30 giugno di quest’anno, per essere consegnata ai nuovi proprietari che ne faranno un condominio di più di 20 appartamenti, ad oggi quasi tutti già venduti.

Questa notizia lascia sgomenti tutti gli studiosi e sicuramente colpirà tutti gli appassionati di fotografia.

Non si può non constatare con rammarico il fatto che la città di Firenze, che è stata per oltre un secolo la capitale della fotografia italiana, perderà questa fondamentale testimonianza della sua storia. La vendita del palazzo è stata effettuata senza che si potesse aprire una discussione circa la sua destinazione e circa il destino dell’altrettanto e più importante patrimonio fotografico (ma non solo fotografico, poiché vi sono apparati, oggetti e reperti museali di straordinaria importanza).

Su questo ultimo punto fortunatamente si è registrata una sensibilità positiva da parte della Regione Toscana che ha dichiarato, nelle persone del Presidente Rossi e dell’assessore Barni, un interesse a salvaguardare l’unità e la disponibilità al pubblico di tale patrimonio archivistico e museale, tramite acquisto; recentemente il Comune di Firenze ha dato la sua disponibilità a trovare una nuova sede idonea a conservare e rendere fruibile il patrimonio in collaborazione con la Regione Toscana.

La SISF si è mossa già nel marzo scorso esprimendo alla Presidenza della Regione il nostro vivo apprezzamento per l’interesse dimostrato per la salvaguardia di tale patrimonio, che il Presidente ci ha confermato, ma anche la perdurante preoccupazione per le possibili difficoltà di una  acquisizione pubblica ancora non assicurata, e quindi per il futuro del grande archivio di lastre negative e delle raccolte museali.

Da storici sappiamo bene che il patrimonio fotografico Alinari è sempre stato considerato un “bene comune” che anche in precedenti occasioni di crisi (la prima esattamente cent’anni fa, dopo la grande guerra) è stato salvaguardato da intelligenti iniziative mosse non solo da intenti puramente economici.  Si deve pensare che in sostanza, l’arte italiana per oltre un secolo è stata conosciuta in tutto il mondo attraverso le oltre 200.000 lastre fotografiche tuttora conservate negli archivi di Largo Alinari.  Dal 1984, anno del passaggio dell’azienda all’attuale proprietà, l’Alinari ha rilanciato ancora una volta la propria attività svolgendo una importante politica di acquisizione che ha portato il patrimonio conservato ad oltre 5 milioni di fotografie tra negativi e positivi. Un patrimonio fotografico di grande importanza che non solo rappresenta la memoria visuale per eccellenza della nostra storia e del nostro patrimonio artistico, ma che costituisce una testimonianza non meno rilevante della produzione fotografica storica internazionale del XIX e XX secolo.

Archivi di noti fotografi professionisti e di personalità della fotografia amatoriale, ma anche di famiglie aristocratiche e della borghesia ottocentesca, raccolte fotografiche realizzate da apprezzati collezionisti del XX secolo, ‘corpus’ di rara importanza, come il più cospicuo nucleo di dagherrotipi italiani, o come la raccolta di album, di gran lunga la più numerosa al mondo;  oltre alla ricchissima biblioteca dedicata alla storia della fotografia, con oltre 20.000 volumi fino ad oggi accessibili alla consultazione, stanno traslocando, con la supervisione della Soprintendenza archivistica e bibliografica della Toscana, in un deposito a Prato.

Come comunità di studiosi e professionisti, da molti anni attivi nel promuovere la cultura fotografica e la difesa dei beni culturali italiani, sappiamo bene quale sia già stata la perdita derivante dallo spostamento dei materiali dalla loro sede storica, dove si erano sedimentati elementi di conoscenza non più recuperabili.

La Società Italiana per lo Studio della Fotografia intende quindi rivolgere un appello alle istituzioni preposte alla salvaguardia del patrimonio. La notifica di vincolo, avvenuta alcuni mesi fa, è un passo importante, che tutela rispetto a logiche di mercato che potrebbero portare a dispersioni, ma è altrettanto importante che vi sia, oltre all’apprezzabilissimo impegno della Regione e del Comune, anche una adeguata attenzione da parte del Ministero e delle Istituzioni competenti affinché sia salvaguardato il futuro del più importante patrimonio fotografico nazionale anche con iniziative volte a restituirlo al più presto alla collettività valorizzandolo e rendendolo nuovamente fruibile.

Nel contempo, la SISF intende sollecitare i propri iscritti e tutti gli studiosi e appassionati di fotografia per prendere iniziative di studio, discussione e divulgazione delle questioni che riguardano il destino di questa parte così significativa della nostra storia e della nostra identità culturale.

 

La Presidenza SISF

(Società Italiana per lo Studio della Fotografia)

30 maggio 2019

www.sisf.eu

 

Margherita Corrado, Lettera aperta al Ministro Bonisoli

Gentile Ministro, nel giorno in cui sono stati resi noti i nomi dei nuovi direttori di Pompei e del Parco dell’Appia Antica, il 22 maggio scorso, ho diffuso il comunicato stampa che prelude al Continue reading “Margherita Corrado, Lettera aperta al Ministro Bonisoli”

Francesca Canino, Il Castello di Cosenza: da Federico II alle sfilate di moda locali

Arrivano le sfilate di moda al castello normanno-svevo che domina Cosenza dal suo colle più alto e in breve secoli e secoli di storia vengono rimpiazzati da ignobili passerelle.    

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Tomaso Montanari, Certosa di Trisulti strappata a Bannon, ma le ombre (nere) restano

Il lieto fine dell’incredibile storia della Certosa di Trisulti – ceduta per diciannove anni all’internazionale nera di Steve Bannon dal ministro per i Beni culturali Dario Franceschini nel febbraio 2018 e oggi recuperata al patrimonio nazionale grazie al suo successore Alberto Bonisoli, che ha potuto far leva alcuni vizi formali della pratica – non dissipa le ombre e gli Continue reading “Tomaso Montanari, Certosa di Trisulti strappata a Bannon, ma le ombre (nere) restano”

Maria Egizia Fiaschetti, Sfilata di Gucci ai Musei Capitolini, chat e polemiche tra i pentastellati

Malumori per l’evento la cui regia sarebbe stata seguita dalla sindaca e dalla vice capo di Gabinetto. Indignazione per la concessione dei Musei, chiusi al pubblico, considerata una svendita ai privati. Ma l’iniziativa prevede un’opera di mecenatismo

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Comunicato su una decisione della Soprintendenza di Lecce, Brindisi e Taranto

Le scriventi Organizzazioni Sindacali hanno appreso con stupore da notizie di

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Maria Grazia Becherini, Beni culturali, generazione perduta: dal 2020 a Bari solo una restauratrice

ROMA – Un buco nero potrebbe inghiottire e mettere a repentaglio i laboratori di restauro della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della città metropolitana di Bari (Sabap–Ba), una delle realtà più importanti e rappresentative nell’ambito del restauro e della conservazione dei beni culturali. Una storia Continue reading “Maria Grazia Becherini, Beni culturali, generazione perduta: dal 2020 a Bari solo una restauratrice”

Virginia della Sala, Cultura, altri bandi per volontari a cinque euro l’ora

Scontrinisti. Nell’ultimo anno almeno cinque avvisi associazioni di volontari a rimborso spese

L’ultimo bando è stato pubblicato l’8 maggio: la Biblioteca Angelica di Roma, a due

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