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Emergenza Cultura

In difesa dell'articolo 9

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Rassegna Stampa

Sandro Roggio, Firenze non è un dettaglio. E neppure Renzi

(da Eddyburg.it) «Un libro utile a chi è interessato alle vertenze per il diritto alla città, ma anche a chi volesse saperne di più su evoluzione e affaticamento del renzismo». 7 maggio 2017 (p.d.)

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Monza: ‘Italia da salvare’, il padre del Fai in mostra. Foto di 50 anni (quasi) sprecati

(di Manlio Lilli) “I problemi della tutela, presupposto fondamentale della cultura di un Paese veramente moderno, discussi finora solo da studiosi e da tecnici, devono essere conosciuti da tutti gli italiani, perché contribuiscano a formare una coscienza storica e un costume civile di vita. Soltanto così potrà attuarsi una politica attiva e coordinata per la salvaguardia di un patrimonio culturale di valore inestimabile che appartiene all’intera umanità e dev’essere tramandato alle future generazioni”. Continua a leggere “Monza: ‘Italia da salvare’, il padre del Fai in mostra. Foto di 50 anni (quasi) sprecati”

I venditori occulti

(di Tomaso Montanari) Se non sarà stralciato dalla legge sulla concorrenza, l’articolo 68 metterà fine all’idea stessa che il potere pubblico sottoponga a vaglio le opere d’arte private avviate all’esportazione. Con il nuovo regime, infatti, chi scoprirà di avere in casa un Raffaello o un Caravaggio potrebbe fingere di non averlo scoperto, autocertificare che quel quadro “di ignoto” vale meno di 13.500 euro e otterrà in automatico, dal sistema informatico, la licenza di esportazione. Continua a leggere “I venditori occulti”

Il caso Madia: etica della ricerca, etica della politica

(di Tomaso Montanari). C’è un fortissimo, eloquente scollamento nelle reazioni che sta suscitando (e soprattutto non suscitando) il caso Madia.

Un’inchiesta del “Fatto Quotidiano” ha documentato che la tesi di dottorato del ministro, discussa all’IMT di Lucca nel 2008, contiene numerose frasi plagiate da opere di altri autori. Queste opere vengono, sì, citate in bibliografia, ma un assiduo lavoro di ‘copia e incolla’ ne innesta ampi stralci nel corpo della tesi, senza far uso di virgolette, né di note. Si tratta di una violazione serissima dell’etica fondamentale della ricerca. Continua a leggere “Il caso Madia: etica della ricerca, etica della politica”

Tomaso Montanari, Spazio ai cittadini come soci popolari

Oggi il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini darà l’annuncio del salvataggio del Museo Ginori di Sesto Fiorentino. È un’ottima notizia, e siamo tutti grati al ministro, per essersi, alla fine, deciso.

Meglio tardi che mai, si può dire: visto che il Museo è chiuso da quasi tre anni, ed è in via di rapido disfacimento fisico. E mentre non trovava i due milioni e mezzo di euro che alla fine serviranno per comprarlo, il Mibact ne destinava molti altri a cose ben meno importanti e urgenti, o anzi dannose: basti citare i diciotto milioni e mezzo impegnati per rifare l’arena del Colosseo.

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I padroni della notizia

Il dossier  “I padroni della notizia”, costituisce un viaggio nella proprietà dei maggiori quotidiani nazionali. Messo a punto dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo, il dossier descrive chi controlla l’informazione e fa  capire come potere economico, potere mediatico e potere politico convergano, purtroppo, nelle mani di poche famiglie.

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Tomaso Montanari, Antiche biblioteche sotto sfratto

«Confrontare l’opere con le scritture»: questa fulminante definizione del compito della storia dell’arte si deve a Raffaello. Ed è tuttora verissima: non comprendiamo le immagini senza la conoscenza della loro storia.

Nell’Italia di oggi, tuttavia, sembriamo pensarla al contrario. I nostri politici scrivono che quando la bellezza muore «al massimo può essere storia dell’arte, ma non suscita emozione». Così nella scuola l’«arte» e la «creatività» prendono il posto della storia dell’arte. E le biblioteche vengono ‘mangiate’ dalle immagini, dalle mostre, dagli eventi.

Il caso simbolo è quello della biblioteca di un grandissimo storico dell’arte, Giuliano Briganti.

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Vittorio Emiliani, Una legge per distruggere i parchi nazionali

Oggi alla Camera, Si discute il testo del senatore Pd Caleo già votato a Palazzo Madama

Spinte occulte. A premere per il sì molte lobby: dai cacciatori ai costruttori, dai gestori di sciovie alle società del gas.

Da oggi si vedrà alla Camera chi vuole conservare ai Parchi Nazionali la loro funzione “nazionale” e non localistica, una governance di livello adeguato e non corporativa, il ruolo di grandi e intangibili “polmoni” naturali del Paese e non semplicemente di luoghi ludici e turistici dai quali spremere profitti come si tenta goffamente di fare coi beni culturali.

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Carlo Alberto Graziani, Nuova legge contro Parchi e aree naturali nazionali

Ambiente. La nuova legge rovescia il significato delle aree naturali protette e ne altera il sistema di valori alla base della loro istituzione. Tradisce la centralità della natura

Frutto del generale decadimento culturale, stiamo assistendo a una progressiva banalizzazione del ruolo delle aree protette, considerate a volte semplici agenzie di sviluppo locale, a volte nuovi enti intermedi da amministrare secondo le logiche della politica locale.

Si rischia così di annullare il loro autentico ruolo che è quello di esprimere e di tradurre in

concreto una visione alta dei problemi che riguardano il territorio e la conservazione della natura.

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