Nel numero di Left in edicola dal 3 luglio un articolo di Maria Pia Guermandi sul destino dei musei nel dopo pandemia, intitolato Se il museo diventa pubblica agorà.

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Riportiamo un brevissimo estratto dell’articolo di Maria Pia Guermandi

“… la pandemia ha funzionato come cartina al tornasole di una divaricazione di funzioni ormai conclamata: mentre le biblioteche hanno mantenuto – ed anzi ampliato – il loro ruolo di presidio sociale, a servizio, sempre più inclusivo, di una comunità allargata e della sua crescita culturale e sociale, i musei sono diventati sempre più- anche se per fortuna non ancora tutti – i luoghi del così detto edutainment, vale a dire una sorta di divertissement informativo, dai contenuti standardizzati e non troppo complessi e finalizzato principalmente ad attrarre clienti/turisti.

Una tale evoluzione, accelerata con l’inizio del secolo e il nuovo heritage boom che lo ha caratterizzato, ha approfondito il solco fra musei e comunità già presente nel nostro paese che non ha mai attraversato in modo sistemico quella fase di democratizzazione del patrimonio che altre realtà – specie nordeuropee – hanno conosciuto a partire dagli anni ‘60 del secolo scorso.”