Gentile Ministro Franceschini,

a diversi giorni dall’avvio della “fase 2”, con la graduale ripresa di svariate attività produttive, registriamo che nel nostro Paese restano di fatto interdetti alla cittadinanza biblioteche e archivi, dal momento che offrono servizi assai limitati, con ingressi contingentati, a orari

drasticamente ridotti, con farraginosi iter burocratici per l’accesso e la consultazione dei documenti, scontando spesso ingenti ritardi.

Possiamo andare in palestra, dall’estetista, in discoteca, ma non a leggere libri o documenti d’archivio. Perché?

La cultura e alcune delle sue fondamentali infrastrutture restano più che mai in sofferenza per non dire neglette. 

Le ragioni addotte sono due: da un lato norme incomprensibili adottate in materia di sanificazione di libri e documenti cartacei (per cui si prevedono lunghe quarantene, che non subiscono i libri sugli scaffali in libreria, per esempio), dall’altro il fatto che i dipendenti della Pubblica Amministrazione a oggi continuano a lavorare in modalità “smart working”. Perché?

In riferimento ai protocolli per la sanificazione dei libri, segnaliamo che un documento dell’Istituto Superiore di Sanità stabilisce tempi assai più contenuti per la quarantena del materiale librario, rispetto a quelli indicati dal protocollo stilato dall’Istituto superiore di patologia del libro  https://www.iss.it/documents/20126/0/Rappporto+ISS+COVID-19+n.+25_2020.pdf/90decdd1-7c29-29e4-6663-b992e1773c98?t=1589836083759

Gentile Ministro Franceschini, Le chiediamo dunque:

– in relazione ai protocolli relativi alla quarantena del materiale librario, che si proceda all’adozione di misure ragionevoli, che tutelino al contempo la salute di lavoratori e cittadini e le necessità dello studio e della ricerca (tanto più nel momento in cui scuole e università restano chiuse);

– la fine della modalità “smart working” e l’apertura a tempo pieno di biblioteche e archivi;

– che si deroghi, in considerazione del lungo periodo di chiusura forzata, alla consueta chiusura estiva di biblioteche e archivi per consentire a cittadini e ricercatori di recuperare il tempo perduto e poter riprendere i propri lavori, tenendo presente anche che non tutti possono contare sulla tranquillità economica che discende dall’essere titolari di contratti di lavoro a tempo indeterminato, con le relative tutele;

– concorsi per bibliotecari e archivisti a tempo indeterminato e la fine delle esternalizzazioni tramite ricorso ad appalti a cooperative, affinchè le istituzioni culturali possano ripartire su basi solide e superare le carenze che già le penalizzavano prima dell’emergenza covid.

Con i migliori saluti,

l’Associazione dei lettori della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze

Firenze, 17 Giugno 2020