Nel numero di Left in edicola dal 22 maggio, Maria Pia Guermandi evidenzia le debolezze e le criticità del sistema della cultura alla prova della ripartenza: l’emergenza covid-19 è stata un detonatore della fragilità complessiva su cui si regge tutto il comparto che comprende la gestione del nostro patrimonio culturale e paesaggistico.

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Riportiamo un brevissimo estratto dell’articolo di Maria Pia Guermandi

“Dunque il 18 maggio, designato dall’Icom come International Museum Day 2020, ha coinciso con il day after, il giorno dal quale sarebbe stato possibile riaprire musei e luoghi della cultura in Italia.
In realtà si è trattato di una riapertura parziale e a macchia di leopardo: alcuni musei hanno riaperto con percorsi ridotti, mentre molte istituzioni rimarranno chiuse almeno fino a giugno, perché non ancora in grado di garantire quelle condizioni di sicurezza – per visitatori, personale e lo stesso patrimonio – faticosamente delineate in linee guida giunte sul filo di lana, pochi giorni (ore) prima delle riaperture stesse. Non si tratta solo di carenze nei dispositivi di sicurezza, ma, soprattutto, dell’organica e ora sempre più drammatica carenza di personale, a tutti i livelli. Fra i molti dubbi di questa ripartenza, questa è una certezza: per continuare a garantire servizi di qualità in sicurezza occorrerà più personale e adeguatamente formato a nuove modalità di accesso che dureranno per molto tempo ancora. Ma questo personale non c’è, almeno non negli organici del Mibact e degli enti locali.”