Per un’altra Firenze.

Percorsi di visita e percorsi di ricerca: come intrecciare conservazione, conoscenza e comunicazione?

 

La situazione inedita e drammatica che l’emergenza del coronavirus ha determinato condizionerà pesantemente la ripresa di tante attività e pure dell’offerta turistica e culturale.

L’auspicio è che le difficoltà obiettive si capovolgano in potenzialità, per ridisegnare in termini nuovi un’offerta che ha troppo spesso privilegiato i meri obiettivi quantitativi e statistici, rispetto alla qualità. Insegnando a Firenze, come docenti di Storia dell’arte di questa università sentiamo il dovere civile e professionale di contribuire ad avviare delle riflessioni a medio e lungo termine, consapevoli anche delle importanti ricadute delle scelte fatte da chi, nella politica e nell’amministrazione pubblica, è investito di responsabilità decisionali che incidono  anche sullo sviluppo della ricerca e sulle prospettive occupazionali dei nostri studenti. Il primo punto ci sta particolarmente a cuore, perché siamo convinti che lo studio e la conoscenza siano un processo mai esaurito, in perenne divenire, che deve nutrire le buone pratiche della conservazione e della comunicazione.

Lo sfruttamento turistico intensivo e massificato ha negli anni puntato tutto a Firenze sul quadrilatero totalizzante Santa Croce/Uffizi/Duomo/Accademia, lasciando nell’ombra un tessuto capillare che innerva l’intera città, pullulante di testimonianze storiche e artistiche uniche al mondo. Nell’immediato, ma forse anche più a lungo termine, le circostanze impongono di rivedere i modelli di ottimizzazione che hanno investito questi complessi. Per la città potrebbe essere un collasso drammatico, ma forse pure l’opportunità storica per rivedere quel modello e valorizzare una rete di percorsi altrimenti articolata. Per fare ciò è però necessario uscire da quella frammentazione e dal quel particolarismo che ormai da diversi anni caratterizzano la pur esuberante offerta di mostre, siti ed eventi. Sarà necessario invece fare rete, ridistribuire le risorse, puntare su percorsi ragionati che immettano luoghi monumentali e musei cosiddetti minori in una contestualizzazione che investa l’intera città e la sua storia straordinaria. Perciò i mezzi della comunicazione digitale possono svolgere un ruolo decisivo, per suggerire collegamenti virtuali e percorsi alternativi, purché i contenuti siano ragionati e fondati, tesi ad aiutare la ricomposizione dei contesti dispersi e la comprensione delle opere decontestualizzate. Ma forse altre iniziative, di più profondo impatto, potrebbero essere prese in considerazione. I percorsi di visita dei grandi musei potrebbero essere snelliti e i loro depositi distribuiti, favorendo la ricomposizione di contesti originari e di nuclei tematici organici, in luoghi per sé stessi significativi, rafforzando la proposta museale della Firenze ‘minore’, quella per citare due casi emblematici, altissimi eppure scarsamente noti, dello statuario di Orsanmichele o del Cenacolo di Sant’Apollonia. In un sistema anche musei e luoghi di grande carattere, come il Museo Horne o il Museo Bardini, il Museo Marino Marini col Santo Sepolcro Rucellai, il Museo di Palazzo Davanzati o il Museo del Bigallo, il Museo di Santa Maria Novella o il Museo di San Marco, il Museo dell’Opificio delle Pietre Dure o il Capitolo di Santa Maria Maddalena de’ Pazzi,  il Chiostro degli Aranci o Casa Martelli, il Museo del Novecento o la Biblioteca Medicea Laurenziana, la Fondazione Romano o la cappella Brancacci, il Cenacolo di Fuligno o quello di Ognissanti, il Museo archeologico o il chiostrino dello Scalzo, il Museo degli Innocenti o Palazzo Medici Riccardi, Casa Buonarroti o il Museo di San Salvi, le Ville medicee di Poggio a Caiano, Castello o Petraia, il Museo Stibbert o il Museo Bandini a Fiesole, e via dicendo, potrebbero giocare un altro ruolo, attrarre più visitatori, contribuire ad affinare una proposta globale di qualità, facendo dell’intera Firenze storica una sorta di città-museo, in senso dinamico, aperto e interattivo, rivolgendosi a un pubblico esigente che nei prossimi anni chiederà mete alternative convincenti e forti.

Per riflettere di questi problemi e avviare una discussione franca e propositiva abbiamo pensato di organizzare un incontro telematico, alias webinar (diviso in tre parti), da proporre ad un’ampia fruizione sui mezzi social, da parte dei nostri studenti in primis, ma anche di chi lavora nel campo e della società civile tutta, prevedendo interventi molto brevi, di cinque minuti, un moderatore che raccolga anche osservazioni e proposte pervenute in chat, e una discussione conclusiva. Per questo abbiamo pensato di invitare chi riveste responsabilità importanti a Firenze, ma anche altri osservatori qualificati, e rappresentanti di studenti, dottorandi e specializzandi. Abbiamo così elaborato un palinsesto di concerto anche con Diana Toccafondi (già Soprintendente della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana, attualmente Vice Presidente del Consiglio Superiore Beni Culturali), che generosamente si è prestata per la moderazione complessiva. Gli incontri si svolgeranno il 14, il 21 e il 28 maggio a partire dalle 16 e potranno essere liberamente seguiti sul canale Youtube del Dipartimento Sagas, dove poi resteranno archiviati. I programmi definitivi vengono pubblicati di settimana in settimana.

Fulvio Cervini

Andrea De Marchi

Cristiano Giometti

 

Dipartimento SAGAS, Università di Firenze

 

Giovedì 14 maggio, ore 16-18

 

  1. Dall’emergenza a uno sguardo diverso sulla città

Saluto di Andrea Zorzi (Direttore del SAGAS)

Introduzione di Fulvio Cervini (SAGAS e presidente della CUNSTA)

Modera Diana Toccafondi (

 

  1. Cultura, collettività, polis

Monica Barni (Regione Toscana, vicepresidente della Giunta e assessore alla Cultura Università e Ricerca)

Tommaso Sacchi (Comune di Firenze, assessore alla cultura)

Bernardo Francesco Gianni (Abate di San Miniato al Monte)

Tomaso Montanari (Siena, Università per Stranieri)

Luca Dal Pozzolo (co-fondatore della Fondazione Fitzcarraldo e direttore dell’Osservatorio culturale Piemonte, docente Unibo)

 

  1. Gli occhi sulla città: uno sguardo diverso è possibile?

Andrea Pessina (soprintendente della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato)

Giuseppe Gherpelli (project manager di Pistoia Capitale italiana della cultura 2017)

Mario Curia (Mandragora editrice)

Un rappresentante dei dottorandi di storia dell’arte

Carlo Francini (Comune di Firenze, site manager Firenze Patrimonio Mondiale dell’Unesco)

Maurizio Crippa (giornalista de Il Foglio)

 

Conclude Andrea De Marchi (Unifi, Dipartimento SAGAS)

 

Giovedì 21 maggio, ore 16-18

 

  1. Firenze-laboratorio: percorsi di conoscenza e salvaguardia

Saluto di Andrea Zorzi (Direttore del SAGAS)

Introduzione di Fulvio Cervini (SAGAS e presidente della CUNSTA)

Modera Diana Toccafondi (già Soprintendente della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana, attualmente Vice Presidente del Consiglio Superiore Beni Culturali)

 

Sergio Risaliti (Comune di Firenze, direttore del Museo del Novecento)

Alina Payne (The Harvard Center for italian Renaissance Studies, Villa I Tatti)

Stefano Filipponi (segretario generale dell’Opera di Santa Croce)

Giovanna Rao (già direttrice della Biblioteca medicea-laurenziana)

Raffaele Palumbo (Unifi, docente a contratto al Progeas di Teorie e tecniche della comunicazione pubblica, giornalista di Controradio)

Gerhard Wolf e/o Alessandro Nova (Kunsthistorisches Institut in Florenz)

Gloria Manghetti (Gabinetto Vieusseux e Fondazione Conti)

Marco Ciatti (Soprintendente OPD)

Un rappresentante degli specializzandi di storia dell’arte

Timothy Verdon  (direttore dell’Ufficio diocesano dell’arte sacra di Firenze e del Museo dell’Opera del Duomo)

Simonetta Brandolini d’Adda (Presidente dei Friends of Florence)

 

Conclude Cristiano Giometti (Unifi, Dipartimento SAGAS, direttore della Scuola di specializzazione in storia dell’arte)

 

Giovedì 28 maggio, ore 16-18

 

  1. Una nuova trama fra luoghi maggiori e minori?

Saluto di Andrea Zorzi (Direttore del SAGAS)

Introduzione di Fulvio Cervini (SAGAS e presidente della CUNSTA)

Modera Diana Toccafondi (già Soprintendente della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana, attualmente Vice Presidente del Consiglio Superiore Beni Culturali)

 

  1. Immaginare un’altra Firenze: percorsi di visita, di formazione e ricerca

Antonio Pinelli (professore emerito, Unifi, Dipartimento SAGAS)

Un rappresentante degli studenti del corso di laurea magistrale in Storia dell’arte

Claudio Pescio (Giunti Editore)

Filippo Fineschi (Maggioli Musei)

Un rappresentante dell’AGT (Associazione Guide Turistiche) di Firenze

Mario Bevilacqua (Unifi, Dipartimento DIDA)

 

  1. Grandi musei e Firenze ‘minore’: come ricomporre la città?

Stefano Casciu (direttore della Direzione regionale dei musei della Toscana)

Eike Schmidt (direttore della Galleria degli Uffizi)

Paola D’Agostino (direttrice del Museo nazionale del Bargello)

Arturo Galansino (Fondazione Palazzo Strozzi)

Cecilie Hollberg (direttrice della Galleria dell’Accademia)

Enrico Colle (direttore del Museo Stibbert)

Marco Carminati (storico dell’arte e giornalista del Domenicale del Sole 24 ore)

 

Conclude Paolo Liverani (Unifi, Dipartimento SAGAS)

Ciclo di webinar organizzato da Unifi SAGAS   canale youtube del SAGAS