di A. R. T.

Nuova tegola per i lavoratori di musei, biblioteche e aziende turistiche veneziani. I segretari di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti hanno annunciato ieri [8 aprile] l’intenzione di ricorrere a vie legali contro due grandi aziende cooperative del territorio: Coopculture e Socioculturale. Le due società gestiscono complessivamente sul territorio regionale oltre 600 lavoratori, dei quali circa 350 nella sola provincia di Venezia. «Ai primi di marzo queste aziende hanno firmato degli accordi regionali e nazionali di Fondo d’integrazione salariale che prevedevano l’erogazione dell’anticipo della retribuzione da parte loro visti i tempi lunghi dell’Inps, ora invece dato il prolungarsi della crisi hanno comunicato che disattenderanno l’accordo», attaccano Margherita Grigolato, Maurizia Rizzo e Daniele Zennaro.

I vertici di Socioculturale confermano in effetti che non rispetteranno l’accordo per forze di causa maggiori. «La situazione rispetto al momento in cui abbiamo sottoscritto l’intesa è mutata — spiegano —. Con i musei ancora chiusi non stiamo incassando e per questo non riusciamo ad anticipare l’erogazione del fondo».

L’ultima speranza pare essere legata alle banche. «Ci siamo attivati con gli istituti di credito affinché siano loro ad anticipare per noi quel denaro, in attesa dell’Inps». Per quanto riguarda Coopcutlture, i segretari sindacali spiegano che «la società ha confermato la posizione di chiusura».

Ora la discussione sembra destinata a coinvolgere gli avvocati. Filcams, Fisascat e Uiltrasporti hanno infatti annunciato che valuteranno «le iniziative da compiere anche per via legale perché siano rispettati gli accordi sottoscritti a marzo».

Articolo pubblicato in “Corriere del Veneto (Venezia e Mestre)”, 9 aprile 2020

Fotografia da Wikimedia