Bologna 30 gennaio 2020, dalle 10,30 alle 17,30 – Sala di Ulisse dell’Accademia delle Scienze in via Zamboni, 36

Ore 10,30-13,00

Saluti:
Walter Tega, Presidente dell’Accademia delle Scienze
Antonio Ciaschi, Prorettore dell’Università “Giustino Fortunato” 

Presiede:
Anna De Rossi, Presidente regionale di Italia Nostra

Modera:
Cesare Crova
, Consigliere nazionale di Italia Nostra 

Interventi:
Vezio De Lucia, Urbanista, Attualità della Carta di Gubbio; 

Pier Luigi Cervellati, già docente IUAV, I principi della Carta di Gubbio non si toccano;

Paola Bonora, Università di Bologna, Dall’accaparramento immobiliare allo sfruttamento delle aree più appetibili;

Uffici pubblici e tutela mancata, una ricognizione da portare al Convegno nazionale di settembre:

Elio Garzillo, già Direttore Regionale Beni Culturali,  Ministero e Centri Storici;

Ore 14,30-17,30

Ezio Righi, Urbanista, L’esercizio della tutela nel controllo edilizio;

Piero Cavalcoli, Urbanista, Uffici pubblici e Uffici di Piano protagonisti della tutela urbanistica?

Sicurezza sismica e tutela. 

Irene Cremonini, Urbanista, Problematiche aperte nella prevenzione sismica degli insediamenti storici; ;Paolo Foraboschi, IUAV, Modelli convenzionali in normativa e confronto con il comportamento effettivo delle costruzioni storiche;

Emanuela Guidoboni, INGV e Centro EEDIS, Conoscere l’azzardo sismico dei centri storici;

Casi di studio 

Ilaria Agostini, Università di Bologna, Dipartimento Beni Culturali, Firenze. La città storica tra delega del controllo delle trasformazioni e deroga ai principi della Carta di Gubbio;

Rossella Moioli, Politecnico di Milano, Il centro storico di Vimercate: un percorso per il riconoscimento dei valori;

Provvedimenti legislativi
Giovanni Losavio
, già Presidente nazionale di Italia Nostra, La legge di tutela degli insediamenti urbani storici fedele alla Carta di Gubbio.

 

 

ITALIA NOSTRA EMILIA ROMAGNA

UNIVERSITA’ TELEMATICA GIUSTINO FORTUNATO

In collaborazione con la Casa Editrice Bonomia University Press

 

LA CARTA DI GUBBIO OGGI

Il Seminario ribadisce l’attualità della Carta di Gubbio sulla salvaguardia e il risanamento dei Centri storici e risponde alla necessità di un esame critico della situazione attuale che ne ha reso più difficile l’applicazione.

Questo incontro, propedeutico al Convegno nazionale di settembre, si pone l’obiettivo di far partire ricerche mirate e di dare corpo a proposte operative conseguenti all’analisi in campi diversi: economico, urbanistico ed edilizio, di sicurezza sismica e di preparazione culturale.

Per fare questo, alle enunciazioni di principio di Vezio De Lucia e Pier Luigi Cervellati, segue l’intervento di Paola Bonora su un’analisi del contesto economico nel quale si è mossa dalla fine del secolo scorso la crisi del mercato immobiliare, non contrastata ed anzi resa più aggressiva dai più recenti provvedimenti legislativi.

Uno dei nodi più evidenti è la perdita di efficacia ed autorevolezza degli uffici pubblici preposti alla tutela a tutti i livelli: dallo stesso MIBACT (Elio Garzillo), all’esercizio del controllo edilizio e all’applicazione delle sanzioni (Ezio Righi), mentre gli Uffici di Piano pubblici, già responsabili della pianificazione urbanistica e pure richiamati dalle leggi regionali, sono di fatto esautorati dai provvedimenti del fare e dal regime diffuso degli Accordi di Programma che prevalgono su un Piano senza disegno, anche dove esistevano approfonditi studi sull’esistente (Piero Cavalcoli).

Altro punto è l’assenza di responsabilità e spesso di preparazione culturale dei tecnici, in particolare per affrontare una sicurezza che salvi il patrimonio sempre più sottoposto a rischi naturali e a errori umani. Il prevalere di una burocrazia sorda alle esigenze civili e tecniche ne è una conseguenza. Gli stessi Concorsi, che dovrebbero garantire equità e qualità, sono in alcuni casi una dimostrazione di inadeguatezza delle autorità preposte: clamoroso quello del MIBACT per la ricostruzione della chiesa di Mirandola colpita dal sisma. Non servono nuove idee, ma provate capacità di restauro, già garantite dagli Istituti centrali. Serve invece ora una riflessione nuova dopo la rimozione totale, tardiva e al tempo stesso frettolosa, delle macerie dei centri storici più colpiti nel centro Italia, che hanno cancellato perfino il sedime. Anche in questi casi è possibile una ricostruzione sugli esempi del Friuli e non colate di cemento per cancellare la memoria. Intervengono con brevi ma significativi resoconti che vanno dai piani particolareggiati, alla scrupolosa analisi delle strutture, fino al contributo della storia sismica dei siti e degli edifici: Irene Cremonini, Paolo Foraboschi ed Emanuela Guidoboni e coinvolgono il problema della preparazione culturale dei tecnici.

Vengono quindi presentati casi di studio come quello recente di Firenze emblematico dei contrasti fra delega del controllo delle trasformazioni e deroga ai principi della Carta di Gubbio (Ilaria Agostini) ed l’attività svolta in seno al Politecnico di Milano, con particolare riguardo a Vimenrcate, (Rossella Moioli).

Una prima proposta è la legge presentata da Vezio De Lucia per l’associazione Bianchi Bandinelli a fine 2018 e realizzata in gran parte da membri di Italia Nostra a partire da Giovanni Losavio, che colma un vuoto del Codice e pone principi inderogabili alla pianificazione riconosciuta come materia urbanistica, indirizzando anche incentivi. Occorre divulgarla favorendone l’approvazione e l’applicazione.