La Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali del MIBAC ha disposto una visita ispettiva alla Biblioteca Civica di Cosenza, antica e prestigiosa istituzione culturale,

che da anni versa in uno stato di abbandono totale per il disinteresse mostrato dagli enti finanziatori, ovvero Comune e Provincia di Cosenza. La visita è stata annunciata in seguito alla pubblicazione di molti articoli di stampa e alle lettere inviate dai cittadini, i quali hanno chiesto di non far morire il faro di cultura della città bruzia. Da tempo la Biblioteca cosentina vive una crisi senza fine: nel 2017 è stata sfrattata dalla parte dell’edificio che appartiene al Demanio perché non erano stati corrisposti i canoni di affitto. Per questo motivo, la Biblioteca ha dovuto adibire il suo deposito a sala per il Fondo Antichi e Rari, cioè per i libri e i documenti più preziosi che custodisce. Incunaboli, cinquecentine, corali giacciono ora in un locale buio e poco adatto a custodirli, senza speranza di tornare nel luogo che li ha ospitati per decenni e senza speranza di essere restaurati. Intanto, il debito con il Demanio aumenta di mese in mese, gli impiegati non ricevono le loro spettanze da dicembre scorso, l’utenza telefonica è stata interrotta per il mancato pagamento della bolletta e nessuno sa esiste ed è in funzione un sistema di allarme. 

Sono anni ormai che la Provincia e il Comune di Cosenza, gli enti finanziatori della Biblioteca per statuto, non stanziano regolarmente i fondi per il suo mantenimento e non programmano piani di rilancio. In questo modo, l’antica istituzione culturale è stata affossata dal loro disinteresse. Infatti, fino allo scorso mese di marzo, i bilanci erano fermi al 2013 e i due enti avevano drasticamente ridotto i fondi da erogare alla Biblioteca. Spulciando nei bilanci comunali, inoltre, si è appreso che lo stanziamento iniziale non corrisponde puntualmente al totale delle liquidazioni. La Biblioteca, in altri termini, è stata usata come una cassa alla quale destinare fondi che poi vengono distratti. Non sappiamo a favore di chi o per che cosa. 

Circa un mese fa, mentre i problemi della Biblioteca occupavano le prime pagine dei giornali locali e una parlamentare calabrese, la senatrice Margherita Corrado, portava all’attenzione del MIBAC la grave situazione dell’istituzione, l’amministrazione comunale cosentina pubblicava una determina con la quale sono stanziava € 40.000 alla Biblioteca, una prima tranche del contributo pari a l04mila euro previsto nel bilancio comunale approvato ad agosto 2019. Non sappiamo quando e se farà pervenire la rimanente cifra – soprattutto dopo la deliberazione di dissesto del Comune di Cosenza confermata dalle Sezioni Riunite della Corte dei Conti il 16 ottobre scorso – insufficiente, tuttavia, a coprire le spese correnti. E dire che il comune bruzio, per il settore cosiddetto culturale, spende ogni anno fior di quattrini per manifestazioni risibili e autoreferenziali, basti pensare alle luminarie, per le quali sono stati spesi oltre 400mila euro per l’anno in corso e tante altre iniziative servite solo a sperperare denaro. L’amministrazione comunale, tuttavia, torna a chiedere al MIBAC fondi per la ricerca del tesoro di Alarico, di cui non esiste alcuna traccia e sollecita lo stesso Ministero allo sblocco dei 90 milioni previsti dal governo per il centro storico di Cosenza che cade a pezzi. L’amministrazione provinciale, invece, auspica il contributo di soggetti economici privati sensibili. I cittadini sono contrari ad ogni forma di privatizzazione del patrimonio librario e le dichiarazioni del presidente della Provincia hanno destato allarme in tutti coloro che lottano per mantenere pubblica e in vita la Biblioteca Civica.  

A distanza di pochi giorni dall’annuncio dell’ispezione ministeriale, la Soprintendenza archivistica e bibliografica della Calabria, considerato l’interesse storico particolarmente importante, ha emesso il decreto di dichiarazione dell’interesse culturale del patrimonio della Biblioteca Civica di Cosenza e ha formalmente comunicato al suo Presidente le prescrizioni sui provvedimenti da adottare per assicurare una buona tenuta e conservazione del patrimonio librario e documentario. Notificato anche l’obbligo di conservare, ordinare e inventariare la documentazione della Biblioteca e il divieto di smembrare l’archivio e far uscire in modo definitivo dal territorio della Repubblica «l’archivio –  si legge nella nota della Soprintendenza – o i singoli documenti ad esso appartenenti, a voler adempiere ai provvedimenti necessari per assicurare una buona tenuta e conservazione dei beni culturali di che trattasi. Si rappresenta che nel corso dei sopralluoghi effettuati e da un’attenta analisi e verifica tecnico-scientifica è stato rilevato che parte del materiale librario ed archivistico non è conservato in modo idoneo, è in precario stato di conservazione, frammisto a materiale di risulta in locali per lo più umidi e carenti di scaffalature sufficienti».

Gli ispettori ministeriali hanno ispezionato nelle scorse settimane la storica istituzione, al momento, però, non si è a conoscenza dell’esito della visita che si è svolta segretamente e in maniera blindata.