Da Raffaello, primo Soprintendente alle antichità ante litteram, si snoda, attraverso i secoli e fino ai giorni nostri, la vicenda della tutela raccontata da Vittorio Emiliani, spettacolo che ha avuto il suo esordio nella cornice straordinaria del Palazzo Ducale di Urbino, il 10 agosto 2019.

Intervallati da commenti musicali, i brani, letti da Vittorio Emiliani e recitati da Lorenzo Lavia,  traggono spunto dalla famosa lettera a papa Leone X, redatta da Raffaello e Baldassar Castiglione nel 1519, 500 anni fa. Il documento è uno dei primissimi, e sicuramente dei più lucidi e appassionati, testi che teorizzano l’importanza – per il presente e per il futuro – della salvaguardia del patrimonio culturale. 

Lo spettacolo è dedicato ad Andrea Emiliani, il grande Soprintendente scomparso lo scorso mese di marzo che, come nessuno, ci ha spiegato il senso della tutela, non quale provvedimento burocratico e coercitivo, ma come frutto della ricerca più avanzata e protezione di un bene di tutti.

A seguire proponiamo le battute finali della lettura scenica, la cui regia è stata curata da Massimo Puliani.

Vittorio Emiliani: Dopo la guerra l’Assemblea Costituente nel 1947 approverà l’articolo 9 della Costituzione, in sé perfetto: 

Lorenzo Lavia: “La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. 

V.E.: Tutto risolto? 

L.L.: Purtroppo no. Col primo boom economico si ingigantiscono gli appetiti dei mercanti, degli speculatori, dei lottizzatori, dei cementificatori, dei trafficanti di reperti archeologici e di opere d’arte. Dopo un primo buon periodo, pur col Ministero creato per i Beni Culturali e Ambientali, non si potenzia davvero la tutela. 

V.E.: Lo stesso Ministero verrà riformato ben otto volte, l’ultima volta disarticolato esaltando la valorizzazione e indebolendo la tutela, scindendo i Musei dal loro territorio. 

L.L.: Leggi fondamentali come quella firmata nel 1985 da Giuseppe Galasso per il paesaggio, approvata quasi alla unanimità, vengono applicate molto parzialmente. In alcune Regioni come la Sicilia mai. Di peggio sta accadendo al Codice per il Paesaggio del 2008. Appena 4 i Piani paesaggistici approvati in un oltre decennio! 

V.E.: Per la cultura inoltre l’Italia continua a investire meno di tutti in Europa. Soltanto Grecia e Romania spendono ancor meno di noi. Da un decennio ormai, dimezzati i già scarsi fondi, le Soprintendenze  sono diventate un bersaglio da colpire, una difesa da indebolire. 

L.L.: Ora è a rischio l’integrità di numerosi centri storici. Urbino fu salvata da ben due leggi speciali dello Stato alle quali concorsero Paolo Volponi, Carlo Bo, Giancarlo De Carlo, Antonio Cederna, Andrea Emiliani, Renato Bruscaglia, Giorgio Baiardi Cerboni, Carlo Ceci, Piero Sanchini e tanti altri. 

V.E.: Ma noi continueremo ad alzare la protesta più generale, continueremo ad avanzare le nostre proposte per  “ricostruire”  la rete e le procedure di una tutela attiva e diffusa, secondo gli insegnamenti del nostro immenso Raffaello. 

L.L.: Ricordiamolo! scriveva 500 anni fa, nel 1519: “…deve essere nostra cura assidua tutelare e conservare quel poco che ci resta di questa antica madre della gloria e della grandezza italiana. Dobbiamo testimoniare con forza e convinzione questa memoria perché essa incita alla virtù gli spiriti odierni. 

Il confronto con gli antichi deve essere da noi mantenuto vivo e continuo, al fine di poterli eguagliare e magari superare, con nuovi grandi edifici, di nutrire e favorire le virtù, di risvegliare gli ingegni, di dar premio a virtuose fatiche, qui ed oggi. 

Ma senza distruggere più nulla della bellezza che dai nostri avi abbiamo ereditato. Anzi tutelandola e restaurandola con ogni diligente attenzione. Questo è il nostro grande, immane compito e intento che perseguiremo con ogni severità ed energia.

V.E.: No alla rottamazione delle Soprintendenze, no allo svuotamento degli organismi pubblici di controllo, no ai burocrati, sì ai tecnici, ai vecchi maestri e ai giovani qualificati, entusiasti, in difesa dell’Arte, della Bellezza e del Paesaggio: potreste forse immaginare la Flagellazione di Piero della Francesca o la Muta di Raffaello senza questo straordinario Palazzo Ducale in cui siamo? 

L.L.: (molto forte e scandito) Sapreste immaginare questo mirabile Palazzo senza la sua città murata intorno ancora jntegra? Sapreste immaginare l’antica, ammirata, amata Urbino senza quel suo paesaggio che  verso la Toscana e l’Umbria, dalle Vigne ai Cappuccini, ai monti Catria e Nerone, al verde Petrano, al Pietralata è rimasto praticamente quello di allora? ….

A due voci (con molta forza): 

Viva Raffaello! 

Viva la Tutela! 

Tutti insieme: VIVA!!!