Le scriventi Organizzazioni Sindacali hanno appreso con stupore da notizie di

stampa (articoli di Fabio Grasso sulla rivista LEFT e su emergenzacultura.org/) della recente iniziativa del Soprintendente di Lecce, Brindisi e Taranto Arch. Maria Piccarreta che, con una nota indirizzata a tutti i Comuni delle tre province pugliesi, ha comunicato che la Soprintendenza non accetterà più di 3 pratiche al giorno da ogni Comune.

Queste Organizzazioni Sindacali si dissociano dal provvedimento del Soprintendente Piccarreta, per l’evidente contrasto con le norme che regolano i rapporti tra Pubbliche Amministrazioni, ma soprattutto per le ricadute sui lavoratori della Soprintendenza, che sarebbero obbligati ad un comportamento a dir poco irregolare. Questa iniziativa, infatti, costringerebbe gli addetti alla ricezione delle istanze a rifiutare la quarta pratica in arrivo da un determinato Comune o a violare i termini temporali di protocollazione stabiliti dalle norme. Ci si chiede come sarebbe possibile gestire una simile disposizione in presenza dell’imminente introduzione del protocollo informatico automatico. A quel punto i funzionari istruttori dovrebbero limitarsi ad esitare le pratiche tenendo conto del limite massimo imposto dal soprintendente?

La tutela del patrimonio culturale, in ottemperanza al dettato costituzionale, è garantita dallo Stato anche attraverso una corretta gestione del personale che ha questo nobile e oneroso compito. Convinte che la gestione del personale si possa e si debba affrontare con iniziative diverse da quella intrapresa, queste Organizzazioni Sindacali chiedono un ritiro in autotutela del provvedimento.

 

FPCGIL MiBAC PUGLIA UILPA MIBAC PUGLIA FLP MIBAC PUGLIA

Matteo Scagliarono, Patrizia Festa, Pasquale Nardone