Il progetto edilizio nei campi accanto alla villa che ispirò “I Sepolcri” di Foscolo
“All’ombra dei condomini e dentro l’urne” Chissà se Ugo Foscolo oggi avrebbe scritto così. Perché su Villa Franchetti, dove nacque l’idea di scrivere i Sepolcri, rischia di arrivare una colata
di cemento di mezzo milione di metri cubi. Decine di palazzi nei campi accanto alla villa fatta costruire dalle famiglie Albrizzi e Franchetti. Sì, proprio quella di Isabella Teotochi Albrizzi che nel suo circolo letterario aveva accolto Foscolo. Succede che la Villa, proprietà della Provincia di Treviso, sia stata affidata in comodato alla fondazione Cassamarca. La stessa che ha comprato i terreni agricoli accanto alla storica costruzione. La strategia: ottenere l’edificabilità dei terreni e costruirci sopra un nuovo quartiere. Ma perché realizzare una colata di cemento proprio accanto a un edificio così pregiato? “C’è assoluto bisogno di introiti per mantenere la struttura, pagare il personale e ridurre il debito” raccontano fonti della fondazione Cassamarca alla Tribuna di Treviso, “perché entro fine 2020 vanno trovati 75 milioni per dimezzare il maxi-debito con Unicredit più altri 5 per estinguere il resto”.

Così ecco che si riparte con quel progetto oggetto di polemiche furiose: “È assurdo costruire mezzo milione di metri cubi accanto a uno dei nostri tesori”, si oppone Paolo Galeano (Pd), sindaco di Preganziol. Aggiunge: “Capisco che la fondazione abbia bisogno di introiti, ma non possiamo per questo rovinare la nostra villa e i suoi campi. Quella è una terra che ha una storia e ha mantenuto fortissimi legami con chi la lavorava”.

Ma sono anni che la fondazione ci ha messo gli occhi sopra. All’epoca Preganziol era in mano alla Lega ed era stato siglato un accordo di programma tra comune, provincia, regione (tutti del Carroccio) e fondazione. Arrivarono i piani di Paolo Portoghesi e di Renzo Piano, poi quello della Kcity di Milano dove si parla di “valorizzazione”, di sviluppo “fast”, ma anche “slow”.

Il punto, al di là delle parole, è il cemento: “Dal 2014 a oggi la villa è stata aperta per iniziative pubbliche soltanto una decina di giorni”, racconta Galeano, “Si era tentato di portare qui le università, ma l’idea non è andata in porto. Ma ci sono altre strade prima di riversare sulla campagna una colata di cemento. E comunque qualsiasi progetto deve ruotare intorno alla villa, non può essere il contrario”. Ma tra pochi mesi si vota. La Lega sta conquistando tutto il Veneto. Basterebbe una firma per togliere l’ultimo ostacolo al progetto.

In una regione, il Veneto, dove dal Duemila il nuovo cemento non è certo mancato: soltanto tra il 2001 e il 2006 sono state rilasciate concessioni per 94 milioni di metri cubi di nuove costruzioni. Abbastanza per dare alloggio a 748mila persone, ma i nuovi abitanti in quel periodo sono stati appena 244mila. Risultato: interi paesi nuovi rimasti vuoti. Eppure si vuole costruire accanto alla villa dove passarono Foscolo e, pare, anche Johann Wolfgang von Goethe. Lo scrittore tedesco proprio vedendo le decorazioni dedicate ai giochi nel salone sud di Villa Franchetti avrebbe scritto: “L’uomo può meglio conoscersi nel gioco, giacché le sue passioni vi si mostrano evidenti come in uno specchio”.

 

FQ |   8 gennaio 2019