Mobilitazione. Marcia di protesta a Collepardo – Frosinone il 29 dicembre. La Certosa non può diventare il teatro di giochi e affari politici che favoriscono l’intolleranza, l’odio e la discriminazione.

La Certosa di Trisulti a Collepardo, incastonata tra i boschi degli stupendi Monti Ernici in provincia di Frosinone, sta per diventare una tra le sedi di rappresentanza e scuole di formazione che il movimento politico internazionale guidato da Steve Bannon (The Movement), di chiaro stampo cattolico fondamentalista, nazionalista e di estrema destra, sta aprendo in tutta Europa con l’obiettivo dichiarato di diffondere il nuovo “verbo” sovranista e xenofobo.

Tra polemiche e molte perplessità da parte della comunità locale, al tempo di Dario Franceschini alla guida del Ministero dei Beni e delle attività culturali, la fondazione Dignitatis Humanae Institute (DHI), vicina a Steve Bannon, si è aggiudicata, dal 14 febbraio 2018, la concessione della Certosa di Trisulti per ben 19 anni con un affitto di 100.000 euro l’anno, dai quali potrà detrarre il costo dei lavori di ristrutturazione dell’immobile. Il presidente del comitato consultivo della DHI è il cardinale Burke: uno tra i principali oppositori di papa Francesco e tra i volti più noti di quella parte ultra-conservatrice del cattolicesimo che Salvini ama frequentare.
Un’aggiudicazione che ha creato un clima di malcontento molto diffuso tra le popolazioni locali e i visitatori, i quali mal tollerano una gestione privatistica che sta sottraendo la Certosa alla relazione con il territorio: infatti l’accesso al pubblico è sempre più limitato e sembrerebbe che persino per la celebrazione dei matrimoni gli invitati debbano pagare un biglietto di 5 euro.

È molto triste pensare che la Certosa di Trisulti, un monumento nazionale, un bene demaniale, un sito di valore culturale e spirituale inestimabile, un luogo identitario di un territorio, una tappa di quel cammino tracciato da San Benedetto che oramai è nei cuori di milioni di persone, sia finito nella disponibilità di un clero ultraconservatore legato a Steve Bannon che ha tirato la volata a Trump e che oggi ha frequentazioni proprio con la forza politica rappresentata da Matteo Salvini.

La società civile, in provincia di Frosinone, non ci sta. La Certosa di Trisulti non può diventare la “Certosa di Bannon”, il teatro di giochi e affari politici che favoriscono l’intolleranza, l’odio e la discriminazione.

La risposta a Bannon verrà in primo luogo da una marcia il 29 di dicembre, promossa da Comunità Solidali e patrocinata dal Comune di Collepardo, che chiede che la Certosa di Trisulti torni un luogo aperto al mondo, interculturale, nella piena disponibilità della comunità locale e degli escursionisti, un avamposto d’Europa per farne un luogo simbolo di idee che non si chiudono al mondo, ma continuano a respirare.
Una marcia aperta, a cui tutti dobbiamo partecipare, tutti noi che in Europa chiediamo libertà, solidarietà, redistribuzione della ricchezza per un nuovo protagonismo sociale dell’Europa stessa.

* Segretario Regionale del Lazio – Sinistra Italiana

https://ilmanifesto.it/trisulti-non-diventi-la-certosa-di-steve-bannon/