Il BUIO sulla cultura. Spente le luci della Biblioteca Civica cosentina ad opera dell’Enel che, nei giorni scorsi, ha dovuto interrompere il servizio per morosità. Il 2 agosto 2017, la Biblioteca fu

sfrattata da una parte degli storici locali in cui era ubicata da oltre un secolo, poiché non erano stati corrisposti i canoni d’affitto all’agenzia del Demanio. Gli ufficiali giudiziari sigillarono un’ala dell’istituto, mettendo a rischio il futuro di migliaia e migliaia di testi antichi e manoscritti. Il comune non aveva corrisposto il canone all’agenzia del Demanio. Se a ciò si aggiunge la mancata corresponsione degli stipendi ai dipendenti, che da anni vivono una continua situazione di precarietà economica, emerge un quadro davvero raccapricciante. È il quadro della società cosentina, sempre più abbrutita e beona, lontana dalla ‘conoscenza’, dalla sua storia, dall’arte. È l’abbandono della città vecchia, che ad ogni crollo sommerge il passato e sulle sue ceneri prolifera l’ignoranza. Cosenza, da Atene della Calabria, da sede di una delle prime Accademie d’Italia (l’Accademia Cosentina è stata fondata nel 1511 da Aulo Giano Parrasio), da città che ha dato i natali a filosofi, medici, letterati, astronomi è diventata da alcuni anni la città dei balocchi. L’interruzione dell’energia elettrica e la precedente chiusura di un’ala della Biblioteca non sono altro che la conferma della deriva culturale della città, proiettata verso movide scatenate, ricerche di tesori inesistenti, crolli nel centro storico che hanno cancellato secoli di storia e arte, avvenuti nell’indifferenza dell’amministrazione comunale, passando, purtroppo, per la concessione-regalo del Castello a privati (dopo lo sfregio subito con la realizzazione di un ascensore al suo interno) che lo gestiscono a loro piacimento e lo hanno fatto diventare un ‘’lounge bar’’.  

Quanto accade alla Biblioteca Civica deve far riflettere sull’importanza dei Libri in una società civile: lasciare al buio e apporre i sigilli a un luogo deputato a custodirli equivale, metaforicamente, a mettere al rogo la cultura. Un tetro futuro ci attende, costellato di paradossi, come l’organizzazione degli eventi per festeggiare i 120 anni della Biblioteca Civica, già in preparazione. Sarà la solita passerella di chi ha contribuito ad alimentare la situazione in cui essa giace, che per l’occasione farà promesse a iosa, scaricando le responsabilità sui soliti.

* Giornalista, Cosenza