Tirocinanti pagati 400 euro al mese. Offerte per manovali e pulizia uffici

Da giungo Matteo lavora in una gelateria di Roma per otto ore al giorno, ma non riceve uno stipendio, solo un modestissimo rimborso spese. Come migliaia di giovani, sta facendo un

tirocinio extracurriculare, cioè  non gestito dalla scuola o dall’università. “A ottobre ho comunicato uno stage come apprendista pasticceria – si legge nel forum della “Repubblica degli Stagisti”, una testata che da dieci anni monitora l’andamento degli stage -. Inizialmente  era tutto normale finché non hanno cominciato a mettermi in sostituzione di una collega che fa una mansione che non c’entra niente con la pasticceria. Inoltre dovrei fare 40 ore settimanali, ma ogni giorno ne faccio due in più, che non mi vengono pagate.  E’ da quasi un anno che sono in stage, guadagno 400 euro al mese”. In Italia nel 2017 sono stati attivati quasi 368.000 tirocini extracurriculari, il doppio dei 185.000 del 2012. Molti fanno capo al programma Ue Garanzia giovani, varato con l’obiettivo di inserire i giovani che non lavorano e non studiano, ma che in molti casi finisce per finanziare situazioni di sfruttamento, senza sbocchi né prospettive di lavoro. Il giuslavorista Michele Trabocchi negli ultimi giorni ha deciso di twittare gli annunci peggiori, tratti dai portali pubblici: si va dalla ricerca di “personale non qualificato addetti alla pulizia di uffici ed esercizi commerciali” (sei mesi!) a quello di manovale dice (stessa durata). “Etichettare come Garanzia giovani un annuncio che al massimo potrebbe andar bene per un lavoro socialmente utile degrada lo strumento, – denuncia  – e suscita nei giovani risentimento verso le istituzioni.

Le nuove linee guida sui tirocini intensificano i controlli, ma la verità è che chiunque può utilizzare un tirocinante per un anno per i lavori più umili senza alcun progetto formativo alle spalle e pagandolo un terzo del dovuto. Si va al bidello all’addetto alle pompe funebri, ma ci sono anche le richieste di professionisti abilitati, nonostante il divieto posto dalla legge”. La pioggia di tweet del professor TIraboschi ha suscitato la reazione risentita di Sonia Palmeri, assessor al Lavoro della Campania, regione chiama a in causa per i troppi annunci di tirocini “truffa”: “Non tutti possono partecipare a corsi di alta formazione, ci sono tanti giovani che hanno bisogno di una chance, e il programma di Garanzia giovani  lo è stata per moltissimi di loro.. – dice – Oltre 22.000 le assunzioni solo in Campania, di cui oltre il 50% a tempo indeterminato al termine dello stage. Lo stage ha l’obiettivo di conoscere il mondo del lavoro e di farsi conoscere, io stessa ho iniziato così”. Anche l’ Anpal, che gestisce Garanzia Giovani insieme alle Regioni, rivendica 251.953 assunzioni, delle quali un terzo a tempo indeterminato, con una tendenza al miglioramento: fra il 2012 e il 2016 la probabilità  per gli ex tirocinanti di trovare un’occupazione entro il primo, terzo o sesto mese dalla fine del tirocinio risulta triplicata. D’altra parte, osserva Eleonora Voltolina, direttrice della “Repubblica degli stagisti”, è impossibile escludere le mansioni più semplici o ripetitive dai tirocini, “altrimenti non si potrebbero attivare stage per i giovani con qualifiche molto basse, e poi a volte la mansione di livello già basso può condurre a un incarico più complesso”.  “Però -aggiunge-  vorremmo che almeno  si arrivasse a limitare l a furata di questo tipo di tirocini, altrimenti si arriva allo sfruttamento”. Va in questa direzione la proposta di legge presentata a luglio alla Camera da Massimo Ungaro (Pd): limite di tre mesi quando le mansioni dello stage sono prevalentemente manuali o esecutive e di 6 mesi per quelle di concetto (ora si può arrivare a 13), , obbligo di corrispondere il 40% del salario previsto per i livello di mansione svolto dal tirocinante.

 

Repubblica, 1 settembre 2018

Immagine: diversamenteoccupati.it