Nonostante il “no” della Soprintendenza e dell’ente naturalistico?

Questo e altri progetti preparano la degradazione e quindi la fine, fra cemento e asfalto, di una delle poche zone romane di continuità campagna-dune-mare.

E’ stata avviata una Conferenza dei servizi per l’autorizzazione al trasferimento di un intero reparto chirurgico del Bambin Gesù dal Gianicolo allo stabilimento di Palidoro, in piena Riserva Naturale del Litorale Romano. Un palazzo di 6 piani in riva al mare che raddoppia l’attuale superficie costruita. In prospettiva ci sono altre edificazioni e infrastrutture. Tanto cemento viene calato sulle  preziosissime dune e sulle aree agricole nella Riserva statale più grande d’Italia: istituita nel 1996 essa attende ancora il varo del Piano di Gestione. In Comune di Fiumicino, essa comprende le dune di Capocotta, Macchiagrande di Focene, Ponte Galeria, il Lago di Traiano.

In questo panorama è stato calato l’Ospedale pediatrico, molto amato dalla popolazione, che rende certamente un grande servizio alla collettività, ma lo renderebbe anche aldi fuori di un’area ambientalmente tanto preziosa e irripetibile. In un paese più civile da decenni sarebbe stato pensato o trasferito in aree interne urbanizzate, più agevolmente raggiungibili dai cittadini romani e non, collegate alla rete ferroviaria.

Invece avviene l’esatto contrario. Nel 2006 è stato realizzato l’ampliamento del padiglione diabetario. Nel 2012 un mega parcheggio multipiano superilluminato di notte, quasi sempre vuoto, costruito sui resti di una villa romana certificata dal Ministero dei Beni culturali. Di recente una richiesta di autorizzazione per una nuova struttura in legno lamellare, e ora la richiesta di autorizzazione per il nuovo palazzo di 6 piani.

Inammissibile per la Soprintendenza, visti i sostanziosi vincoli a cui l’aera è sottoposta. Contrario anche il parere della Commissione di Riserva, l’organismo che ha potere di veto sui progetti presentati dall’Ente Gestore, che in questo caso è il Comune di Fiumicino, e che si è espresso invece favorevolmente. Del resto il sindaco Esterino Montino, appena rieletto, aveva inserito l’operazione “Sei Piani” nella sua strategia di propaganda in campagna elettorale.

I due autorevoli “no” dovrebbero bloccare la possibilità di costruire, almeno per quanto riguarda il progetto in questione. Ma, in passato, l’Ospedale è riuscito a far modificare il Piano regolatore, a costruire nuovi edifici e il parcheggio. Pertanto le preoccupazioni e gli allarmi rimangono intatti. L’intenzione è probabilmente quella di andare avanti comunque,utilizzando le possibilità offerte dalla “conferenza dei servizi semplificata” e dalle altre falle create dai governi negli ultimi anni. Va notato che questo rimane, sull’Aurelia, l’unico tratto inviolato di continuità campagna-dune-mare. Minacciata anche dalla “ciclabile sulle dune” che il sindaco Montino propone malgrado i vincoli della Riserva statale del Litorale e i vincoli paesaggistici. Possibile che nel 2018 ancora si sia convinti che lo sfruttamento commerciale di zone come questa, largamente integra, sia una soluzione migliore, in prospettiva, di una sua destinazione e attrezzatura, sobria, leggera, moderna, per il turismo autenticamente naturalistico rispettoso di una delle poche aree salvatesi dalla devastazione modello-Ostia? Possibile che si continui a pensare all’oggi, ad un profitto ciecamente immediato senza mai realizzare i piani necessari o non attuare quelli che già ci sono nel medio-lungo periodo, per i nostri figli e nipoti?

Il Comitato per la Bellezza

Vittorio Emiliani

Vezio De Lucia

Paolo Berdini