L’architetto Mario Occhiuto, il Sindaco di Cosenza, ritiene che io sia il naturale destinatario delle sue risposte ad alcuni dubbi e richieste avanzati dalla

senatrice Margherita Corrado, riguardo alla demolizione dell’ex Hotel Jolly e della successiva ri-costruzione del cosiddetto Museo di Alarico, sulle macerie del predetto edificio. Per quanto io sia, è notorio, contrario alla glorificazione dell’invasore –del quale, peraltro, non abbiamo alcuna testimonianza materiale- non sono stato io a chiedere spiegazioni al Segretario regionale del Mibact, dottor Salvatore Patamia, ma come ho già detto, la senatrice Corrado. Cionondimeno, visto che mi si chiama in causa, non posso fare a meno di notare che le affermazioni dell’architetto Occhiuto riguardo alle autorizzazioni alla demolizione dell’ex Jolly siano smentite dalla nota del 29.06.2018 (in allegato).
             Nella suddetta nota del dott. Patamia testualmente si legge: “In relazione alla richiesta formulata con nota del 14.06.2018, si comunica che non risulta emesso alcun parere o provvedimento da parte della Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale in merito alla demolizione dell’ex Hotel Jolly. A tal proposito si evidenzia che ai sensi dell’art. 39 del D.P.C.M. n. 171/2014 e s.m.i- è di esclusiva competenza della Commissione la valutazione finale sulla sussistenza dell’interesse culturale”.
Sulla base di quanto affermato sulla mia bacheca da parte dell’architetto Occhiuto (in allegato) l’affermazione “La demolizione dell’ex hotel Jolly è stata di fatto già approvata con il nulla osta preliminare…” non corrisponde, pertanto, al contenuto della citata nota inviata dalla Segretaria Regionale non essendo stato emesso alcun parere o provvedimento da parte della Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale…” cui spetta per legge decidere. Ne deduco, dunque, che l’Amministrazione comunale di Cosenza ritiene, si disconosce a quale titolo e in ragione di quale normativa, di avere l’autorizzazione definitiva ad abbattere l’ex Jolly. Mi pare di poter dire, quindi, che l’ex Hotel Jolly non può, fino alla autorizzazione definitiva, essere demolito.
           A proposito, poi, della costruzione del cosiddetto Museo di Alarico, io ho chiesto, pubblicamente, al Soprintendente ABAP di Cosenza, dottor Mario Pagano, se era stata rilasciata dal suo Ufficio, come di competenza, l’autorizzazione paesaggistica per la ri-costruzione del nuovo e strabiliante edificio. Gli ho chiesto anche, nel caso fosse stata concessa l’autorizzazione paesaggistica, su quali considerazioni architettoniche, paesaggistiche e di compatibilità stilistica e costruttiva lo aveva fatto. Apprendo dallo scritto postato dall’architetto Occhiuto che i rendering – pubblicati nel Bando di gara e visibili da tutti sul web- erano solo disegni preliminari e non definitivi perché il vero progetto, mai mostrato ancora a nessuno (esiste ancora un Consiglio Comunale che verifica e approva gli atti amministrativi?), lo compilerà la ditta aggiudicataria (grazie ad una comoda possibilità offerta dalla legge precedente al nuovo Codice degli appalti 50/2016 che, invece, non lo permette più) che chiederà, quando avrà fatto il progetto, anche le necessarie autorizzazioni. Se lo scrive il Sindaco che è stato, per alcuni anni, Presidente dell’Ordine degli Architetti sarà così, sarà vero, anche se qualche dubbio, se mi è consentito, continuo a nutrirlo.
               Sono davvero molto grato all’architetto Occhiuto di avermi dato, fra i primi fortunati, la bella notizia che quelle immagini computerizzate erano solo mutevoli fantasie, come la leggenda del tesoro di Alarico, e non rappresentavano il reale progetto perché erano davvero molto brutte e, sicuramente, del tutto fuori contesto -per disegno architettonico, per materiali usati, per simbologia e per decorazione- rispetto al tessuto urbanistico del Centro storico di Cosenza. Spero, con tutto il cuore, che gli architetti della ditta aggiudicataria della gara d’appalto -se proprio l’Amministrazione comunale vuole, a tutti i costi, spendere questa montagna di soldi pubblici per un Museo dedicato ad un invasore, invece di investirli nel Centro storico- facciano un progetto migliore del precedente. Sempre che la Soprintendenza ABAP di Cosenza dia un parere di compatibilità paesaggistica favorevole, per l’ennesimo contenitore senza contenuti.

4 luglio 2018