C’è qualcosa di unico e prezioso in una biblioteca pubblica. Le biblioteche sono una delle basi della civiltà. Permettono ai vivi di dialogare con i morti, e questo

tiene in vita una cultura. Ascoltiamo la voce degli autori del passato, e nei loro testi ritroviamo le nostre preoccupazioni. Quando saremo morti, altri parleranno dei libri che sono nati da questo rapporto. Ma per gran parte della storia umana le biblioteche sono state un bene privato. La cultura era inaccessibile alle famiglie che non possedevano libri. La biblioteca pubblica, una delle grandi innovazioni dell’epoca vittoriana, ha cambiato le cose. La povertà  o l’ignoranza dei genitori non potevano più imprigionare la curiosità  di un bambino. Tutti potevano leggere tutto, o quasi. Era un loro diritto. Questa idea è ancora viva in alcuni paesi, ma nel Regno Unito sta soffocando. Con i tagli ai fondi pubblici le biblioteche sono state colpite senza pietà. Hanno perso libri, personale e ore di apertura. Più di quattrocento biblioteche e 140 biblioteche mobili sono state chiuse. La giustificazione è che le amministrazioni locali non hanno più i fondi necessari e che la priorità  dev’essere assegnata alle case popolari e all’assistenza sociale. Altri sostengono che internet ha quasi eliminato la necessità  di una biblioteca. Al contrario, internet ha reso le biblioteche (e i bibliotecari) ancora più utili. Milioni di persone sono spiazzate dalle sfide del mondo digitale e dalla richiesta di interagire attraverso uno schermo. La biblioteca non è solo una porta verso un altro mondo. E’ un comitato di accoglienza e una guida nelle terre sconosciute dell’intelletto. Come ha detto lo scrittore Neil Gaiman, Google può darti centomila risposte a una domanda, ma un bibliotecario può indicarti la risposta giusta. Ora il governo irlandese vorrebbe estendere l’orario d’apertura di duecento biblioteche dalle 8 del mattino alle 10 di sera, sette giorni alla settimana. L’obiettivo di raddoppiare i visitatori entro cinque anni contrasta positivamente con l’atteggiamento britannico. Purtroppo, però durante le ore supplementari non ci sarà  personale e le biblioteche resteranno aperte solo per quelli che sanno come usarle. E’ meglio di niente, ma significa non capire tutto quello che le biblioteche pubbliche possono fare per le comunità. Le biblioteche sono fatte di bibliotecari, non del contenuto dei cataloghi. Queste persone non sono solo un bene pubblico, ma un tesoro pubblico.

Internazionale, n.1261, 22 giugno 2018, p.17



https://www.theguardian.com/commentisfree/2018/jun/17/the-guardian-view-on-books-for-all-libraries-give-us-power