La pesante eredità della Buona Scuola non sembra essere al centro degli sforzi intellettuali del nuovo governo. Dopo essersi “dimenticato” di nominare la Scuola nel discorso al Senato (“solo” ventiquattro pagine), alla Camera il Premier Conte ha precisato che non è intenzionato a

stravolgere l’impianto della legge 107/2015.
Parliamoci chiaro: dell’Istruzione e della Ricerca non importa un accidenti a nessuno, il nuovo governo non saprebbe dove mettere le mani fra tagli, leggi, regolamenti, pareri e burocrazia ministeriale. Si è così deciso di affidare questa scocciatura a qualcuno in grado di garantire un po’ di “sana” e tranquilla continuità, in modo da rispecchiare la vaghezza e il vuoto cosmico del cosiddetto “contratto di governo” fra Lega e M5S.
Il Ministro Bussetti – in quota Lega – è un tecnico con una certa esperienza nel notoriamente dinamico mondo dei Provveditorati agli Studi e con un recentissimo passato di elogi nei confronti della Buona Scuola e dell’alternanza scuola-lavoro. Un uomo del cambiamento insomma, preoccupato dal destino delle scuole paritarie [https://www.corriere.it/scuola/secondaria/18_giugno_11/scuole-paritarie-bussetti-una-priorita-17effc04-6d87-11e8-9b64-3ff7a67664c8.shtm].
In questo rassicurante quadro umano e politico, decine di migliaia di aspiranti docenti rischiano di trovarsi inghiottiti dalle sabbie mobili dei percorsi FIT (Formazione Iniziale e Tirocinio), il nuovo e geniale metodo di reclutamento pensato per sostituire le vecchie modalità di abilitazione (PAS o TFA). FLC – CGIL, LINK – Coordinamento Universitario e ADI – Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiana hanno promosso una petizione diretta al Ministro dell’Istruzione per fare chiarezza sui prossimi concorsi: https://www.change.org/p/ministro-bussetti-vogliamo-certezze-e-tutele-per-il-concorso-fit-iovoglioinsegnare.
Restituiamo dignità ai tanti giovani che credono nei valori dell’insegnamento e nella scuola pubblica come palestra di democrazia!