Cerca

Emergenza Cultura

In difesa dell'articolo 9

Vittorio Emiliani, Il giallo di Palazzo Nardini svenduto e il sogno di un centro culturale

può essere un polo strategico per gli Istituti del rione Ponte Parione

Il “giallo” di Palazzo Nardini in via del Governo Vecchio continua. L’Invimit,

società partecipata dallo Stato, ha proposto contro…lo Stato un bellicoso ricorso al Tar per danni. Soprattutto contro il Ministero dei Beni Culturali per aver esso ribadito ed esteso il vincolo sullo storico Palazzo del Governatore (1477-80). Il Mibact replicherà per le rime attraverso l’Avvocatura di Stato, sventolando i conti e i danni subiti con lo svincolo e la cessione a privati per appena 18 milioni di euro. Difatti nel 2009 l’Agenzia del Demanio ha certificato che il grande edificio (ben 6.500 mq di cui 4.000 coperti) era stato acquistato dalla Regione Lazio per una cifra doppia, 37.920.000 euro, che lo stesso ente vi aveva poi investito 5 milioni euro per rifare d’urgenza i tetti cadenti, la Direzione Generale per i Beni Librari 1,5 milioni per adeguarlo ai carichi di una eventuale grande biblioteca da sistemare colà e altrettanto il Ministero delle Infrastrutture. Tutte cose che l’attuale amministratore delegato di Invimit. arch. Elisabetta Spitz, dovrebbe sapere, avendo diretto per anni la medesima Agenzia del Demanio. Come mai allora si è crollati a quei miseri 18 milioni di euro? Per un Palazzo definito già “restaurato” nella pubblicità di Invimit e da trasformare in residenza privata di lusso, mentre fra acquisto e restauri fondamentali era costato circa 52 milioni fra Regione e Ministeri? Roba da Sant’Uffizio, o meglio da Corte dei conti.

Al di là di questo incredibile “giallo” artistico-finanziario, gli Istituti culturali del rione confidano nel recupero di Palazzo Nardini ad una destinazione culturale pubblica, e procedono nell’elaborare un possibile piano di utilizzazione. Si tratta dell’Istituto di Studi per il Medioevo di piazza dell’Orologio e della Biblioteca Vallicelliana, tutti contenuti nel grande complesso dei Filippini. Poi ci sono l’Archivio storico capitolino e la Casa delle Letterature, anch’essa comunale, inserite nello stesso contenitore storico. Per cui ci si attende un pronunciamento dell’assessore alla Cultura, Luca Bergamo, certamente interessato alla cosa. Fra l’altro il Coordinamento dei residenti della città storica, comitati e associazioni di quartiere reclamano da decenni il recupero di quel raro palazzo di fine ‘400, il cui maestoso portale è scaduto a ricovero permanente di clochard (da ospitare altrove, certo, più confortevolmente). Spettacolo non dei migliori per i turisti che si fermano stupiti.

Tutti gli Istituti culturali citati hanno gravi problemi di spazio: Palazzo Nardini potrebbe dunque diventare – come hanno auspicato nel recente convegno, Messimo Miglio direttore dell’Istituto di Studi per il Medioevo e Paola Paesano direttrice della Vallicelliana – il centro operante, sinergico, tecnologicamente attrezzato, di un grande “polo culturale” da estendere all’Oratorio dei Filippini e da arricchire col recupero della civica Sala Borromini, da tempo chiusa, con una Casa della Musica Antica tanto cara a San Filippo Neri.

Repubblica, Cronaca di Roma, 8 giugno 2018

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: