Comunicato Funzione Pubblica Cgil Piemonte

OGGETTO: PALAZZO CARIGNANO – proclamazione Stato di agitazione

Ancora una volta il Sistema MiBACT del Piemonte è terreno fertile per un prosciugamento del servizio pubblico.

L’ennesimo protocollo d’intesa per la valorizzazione di una residenza sabauda è stato sottoscritto in sordina nel mese di dicembre 2017, nella fase di vacanza di direzione del Polo Museale regionale: questa volta si aspira al Palazzo Carignano di Torino. Con (ormai poco) stupore abbiamo appreso di un vero e proprio atto che volge alla concessione in uso di locali e beni del Polo Museale del Piemonte alla Fondazione Museo Egizio di Torino.

Un atto che sotto l’allegoria della “valorizzazione” nasconde una vera e propria cessione alla Fondazione di un importante sito museale quale il Palazzo Carignano di Torino, simbolo per antonomasia del Barocco piemontese, Residenza sabauda riconosciuta dall’Unesco Patrimonio dell’umanità, un complesso monumentale che è sede operativa del Polo Museale del Piemonte e al contempo sede museale – il Museo di Palazzo Carignano – così come individuato dal DPCM n. 171/2014 e dal D.M. 23 dicembre 2014 ma evidentemente considerato dai firmatari una “scatola vuota” da riempire con collezioni del Museo Egizio.

Il protocollo presenta un progetto di lavori che prevede di modificare l’occupazione della superficie del Palazzo Carignano – dai piani interrarti agli appartamenti barocchi fino agli ammezzati – da destinare alla Fondazione Egizia.

Si parla di “uffici del Polo Museale”, dimenticandosi completamente che il “Polo Museale alias il Palazzo Carignano”:

– è un Museo che possiede una sua identità. È un percorso di visita che porta alla conoscenza dell’architettura barocca, è sede dell’appartamento del Principe Emanuele Filiberto di Savoia Carignano con la sua successione di sale dorate del cerimoniale di visita, contiene un percorso di evoluzione storica dell’appartamento con lo studiolo del conte Camillo Benso di Cavour;

– è un Museo riconosciuto come un Istituto statale a tutti gli effetti dal DPCM n. 171/2014 e s.m.i.;

– è un museo con un suo codice fiscale, una bigliettazione, degli introiti.

 

Eppure il protocollo per la “valorizzazione” dimentica completamente il Museo, presenta una previsione di occupazione delle aree che si attenziona al trasferimento degli uffici da un piano ad un altro, definisce accuratamente i metri quadri ed i livelli che, completamente a discapito del Polo Museale, vuole destinare alla Fondazione Egizia CANCELLANDO di fatto un Museo Non solo, dopo il danno la beffa: la Fondazione “si impegna a garantire la condivisione di spazi così disponibili con il Sistema museale Mibact”. Quali spazi? Dei 12568 metri quadri di superficie del Polo Museale del Piemonte, al “Sistema museale Mibact” (cit.) resterebbero 4049 metri tra ammezzati e sottotetti decurtando ovviamente la vera e propria sede museale del Sistema citato.

Un intero palazzo alla Fondazione Egizia.

Forse dimentichiamo che alla Fondazione Egizia il MiBACT ha già dato il Palazzo dei Nobili di Torino con i suoi oltre 10mila metri quadrati di superficie disposti su ben quattro piani, oltre a tutta la collezione egizia.

La scrivente Sigla intende rimarcare che, ancora una volta, viene meno da parte del Polo museale territoriale la possibilità di espletare il proprio mandato di coordinamento gestionale e di valorizzazione delle proprie sedi, impedendogli di “assicurare sul territorio l’espletamento del servizio pubblico di fruizione e di valorizzazione degli Istituti e dei luoghi della cultura in consegna allo Stato […], provvedendo a definire strategie e obiettivi comuni di valorizzazione, in rapporto all’ambito territoriale di competenza, e promuovono l’integrazione di percorsi culturali di fruizione e dei conseguenti itinerari turistico-culturali” come previsto dal DPCM.

La Scrivente O.S. denuncia le intenzioni contenute nell’atto sottoscritto tra Uffici del Mibact e la Fondazione Museo Egizio e comunica di aver dichiarato lo stato di agitazione del personale del Palazzo Carignano di Torino come strumento di difesa della natura pubblica delle Residenze Sabaude e dei diritti dei lavoratori che assicurano la fruizione del patrimonio culturale.

La Scrivente O.S. e il personale non ritengono che sia questa la modalità con cui si possa procedere alla valorizzazione del patrimonio statale, ovvero una cessione alla Fondazione di uno dei più importanti siti culturali piemontesi e procedendo all’annullamento di un museo.

Tutto ciò avviene in un momento in cui molto forte è il richiamo mediatico di fondi pubblici a favore dei Musei Statali: sono ben noti a tutti i continui annunci di rilancio della gestione pubblica dei processi di valorizzazione vantati dall’attuale direzione politica del MIBACT.

A febbraio 2018 l’Ufficio Stampa del MIBACT ha annunciato lo stanziamento di 4,4 milioni di euro (fondi CIPE) per la sede di Palazzo Carignano per un importante programma di restauro e di valorizzazione. Trattasi (fonte MiBACT) di un piano di investimenti per un valore totale di 740  milioni di euro per rafforzare l’offerta culturale e potenziare i sistemi urbani e di promozione turistica.

Ciò che lascia perplessi è la tempistica con cui vengono assegnati tali fondi. Per cosa servono?

Vogliamo pensare che si tratta di soldi pubblici per una struttura pubblica, non per agevolare Fondazioni.

Non abbiamo dimenticato neppure i finanziamenti stanziati a Gennaio 2016. Anche allora l’Ufficio Stampa del MIBACT proclamava la grande conquista del Ministro Franceschini di garantire 300 milioni (soldi pubblici) per un programma triennale di interventi per la tutela del patrimonio culturale, di cui 11,5 milioni di euro per importanti progetti da realizzarsi in Piemonte. Queste risorse “nuove e immediatamente disponibili” dichiarò Franceschini “conferma quanto la cultura sia tornata al centro della politica nazionale. Non c’è settore dei beni culturali che non stia ricevendo un impulso significativo in termini economici e politici da questo governo”.

Il corposo fondo stanziato dal Ministero per interventi di tutela in Piemonte comprendeva 150.000 euro per il pregiato Appartamento dei Principi di Palazzo Carignano a Torino e, ad onor del vero, ben 160.000 euro totali per il completamento del restauro degli appartamenti del Castello Reale di Moncalieri (che andavano ad aggiungersi ai molteplici soldi spesi per i precedenti lavori).

Sappiamo che destino ha avuto il Castello di Moncalieri: una cessione al Consorzio in termini di fruizione (e una direzione sempre restia a inglobare il personale mibact): grazie ad una serie di finanziamenti statali stanziati dal Mibact per rimetter a nuovo e render tutto funzionante (rigorosamente con risorse pubbliche) la residenza di Moncalieri interessata da anni di lavori di restauro per l’incendio del 2008 è stata poi data in concessione al Consorzio delle Residenze Sabaude di Venaria. Anche qui un Protocollo di Intesa per la valorizzazione che scalza il pubblico e affida a terzi: in realtà un vero e proprio investimento per il Consorzio!

Si chiede un intervento del Ministro entrante (?) affinché arresti questi continui tentativi di furto dei musei statali assegnati al Polo Museale Regionale del Piemonte e il perenne affossamento del servizio pubblico.

Al riguardo si fa presente che l’operazione di cessione si sta programmando senza che alle parti sociali sia stata fornita la benché minima informazione preventiva.

La FP CGIL ricorda che ai sensi della vigente normativa contrattuale ed in base agli accordi nazionali che regolano i processi di riorganizzazione del MIBACT, anche con particolare riguardo alle necessarie tutele per il personale del Ministero che opera all’interno di questi siti, l’informazione è dovuta.

La scrivente O.S. chiede puntuali chiarimenti su quanto evidenziato nella presente nota, riservandosi, all’esito della stessa e di concerto con la Federazione Nazionale di riferimento, ogni opportuna iniziativa di mobilitazione e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica.

 

Funzione Pubblica Cgil Piemonte

Via Pedrotti, 5 – 10152 Torino

Telefono: 0112442520

Fax: 0112442314

 

www.piemonte.fp.cgil.it

 

Il presente comunicato è stato inviato a:

Al Direttore del Polo Museale del Piemonte Arch. Ilaria IVALDI

Al Direttore Generale Musei Dott. Mauro Lampis

Al Segretariato Regionale del Piemonte  Ing. Gennaro MICCIO

Al Ministro per i Beni e le Attività Culturali – Roma

Al Segretario Generale del Ministero per i

Beni e le Attività Culturali e del Turismo

Al Ministro del Lavoro – Roma

Al Prefetto di TORINO

Alla Segreteria Nazionale CGIL