Rosa L., Er dito valorizzato

Vabbè guardà ‘a luna e no er dito,
ma mpo’ de rispetto ‘aavrei gradito.
Quattrocent’anni ner cantuccio mio

pe’ ffa’ piacere a cristo e a ddio.
Poi ariveno sei a sortimme fòra
pe’ l’orgojo ‘mbriaco de ‘na signora.
Quattro mesi a patì ner baraccone
a eccità zotici, ‘ngenui e battone.
Dicheno forte: “valorizzazione”!
pe’ noi santi… ‘na crocifissione.
‘N dì finarmente finisce ‘sta giostra
e pur’ a mme tocca mpo’ de palestra.
Me gireno e struscieno fino ar danno,
ma nun sanno mica quer che fanno.
Me mozzeno dito, fede e fortuna
aa signora che je frega? sta ‘nseguì ‘a luna.

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