Pisa, 29 aprile 2018

II Assemblea nazionale di “Mi Riconosci? Sono un professionista dei beni culturali”

Tavola rotonda: “La narrazione mediatica di beni culturali e lavoro: un problema per il Paese”

La narrazione mediatica e la propaganda politica su beni culturali e lavoro descrivono spesso una situazione invidiabile. Il Ministro Franceschini – tutt’ora in carica – ci ha abituato ad una retorica rivolta a sottolineare la capacità del sistema di salvaguardare il patrimonio storico-artistico, di incrementare il turismo d’arte e di valorizzare le competenze diffuse sul territorio. Inoltre, da mesi la politica commenta i dati istat sull’occupazione come il segnale inequivocabile di una ripresa e della capacità di offrire buona occupazione.

Ma è davvero così? Pensiamo che la realtà sia un’altra, totalmente diversa. La riforma del MiBACT attuata da Franceschini ha privilegiato gli aspetti manageriali nella gestione dei beni culturali, spesso a discapito della tutela e delle funzioni delle Soprintendenze. A questo si devono aggiungere i fallimenti clamorosi che si è tentato di mettere sotto il tappeto, a partire dall’incapacità di intervenire efficacemente nell’emergenza del terremoto del centro Italia, che, tra le altre cose drammatiche, ha compromesso una porzione rilevante del patrimonio storico-artistico di quella regione. Soprattutto, la questione occupazionale nel settore risulta del tutto irrisolta. I sindacati lamentano da anni la mancanza di un piano assunzionale capace di risolvere le carenze di organico delle strutture incaricate della tutela, della conservazione e della fruizione pubblica dei beni culturali. Questa situazione ha prodotto, con la complicità del Ministero stesso, una miriade di espedienti per ricorrere a manodopera sottopagata e gratuita: dall’utilizzo improprio del servizio civile nazionale, a tirocini non pagati, fino alla sostituzione dei professionisti con volontari. Un quadro desolante che la dice lunga su quanto la politica italiana intenda valorizzare le competenze acquisite in anni di formazione da generazioni di storici dell’arte, archeologi, archivisti, bibliotecari, guide turistiche e altri operatori dei beni culturali.

È possibile mettere in discussione questa narrazione mediatica e individuare i punti di un manifesto programmatico da mettere al centro di iniziative comuni di mobilitazione per il rilancio dei beni culturali? Riteniamo che sia una questione che interessa l’intero Paese, non solo gli addetti ai lavori. Ne parliamo domenica 29 aprile alle ore 15 con Federico Giannini (Finestre sull’Arte), Maria Pia Guermandi (Emergenza Cultura), Federica Vargiu (UIL-BACT).