Parco Archeologico di Ostia Antica

A Ostia Antica, il 18 aprile, proseguono le conversazioni di archeologia pubblica e legalità

Quali soluzioni per l’accoglienza se l’Europa è ancora la patria dei diritti civili

C’è un presidio culturale statale al centro della periferia occidentale romana: il Parco Archeologico di Ostia Antica, istituzione che riunisce quindici aree archeologiche, fra le quali spiccano due porti imperiali e la città antica più estesa d’Europa, in grado di dialogare con l’intero Mediterraneo per mille anni di seguito. “A Ostia lavoravano gomito a gomito siriani e romani, greci, galli e africani, condividevano il lavoro quotidiano e un comune desiderio di prosperità. Nel mondo antico i concetti di straniero e di ospite erano entrambi espressi con il termine greco xenos e l’accoglienza dello straniero rappresentava soprattutto un valore. Ritengo che la capacità di rispettarsi e lavorare insieme sia nel DNA del territorio ostiense – scommette il Direttore del Parco, Mariarosaria Barbera- e delle oltre 300mila persone che oggi vi risiedono e che annoverano i discendenti della migrazione ravennate del Ventennio”.

“Con le conversazioni di archeologia pubblica e di legalità -spiega Mariarosaria Barbera- proviamo a guardare noi stessi e la realtà che ci circonda partendo dall’identità storica. Ci poniamo domande sulla capacità di essere una comunità e di praticare la solidarietà, rammentando che una comunità dovrebbe essere in grado di reagire alla prepotenza e di sconfiggerla. Sulla ricostruzione di un tessuto sociale insistono inoltre i parroci e gli operatori sociali: anche il Parco di Ostia Antica vuole dare un contributo e ha trovato per questo la collaborazione di protagonisti dell’impegno civile e della ricerca, da Louis Godart a Domenico Vulpiani, passando per Salvatore Settis, Carlo Pavolini, Pasqualino Toscani, Christian Greco, Rossella Rea e molti altri, tutti risoluti a porre la riflessione pubblica e la cultura al fianco e oltre il perimetro dell’opera compiuta sul territorio dagli uffici investigativi e giurisdizionali dello Stato”.

Il prossimo appuntamento a Ostia Antica sarà con il professore Louis Godart, studioso delle civiltà egee, membro dei Lincei, a lungo consigliere del Presidente della Repubblica per il Patrimonio Artistico, oggi consigliere del Sottosegretario per le Politiche e gli Affari Europei.

Il 18 aprile, alle 16,30, presso l’Auditorium di Ostia Antica, il professor Godart affronterà le questioni aperte dai progetti di “Cittadinanza europea e diritti civili”. Dal racconto dell’atteggiamento avuto nel corso della storia dai “Potenti” nei confronti delle minoranze sparse per l’Europa fino ai problemi legati all’ipotesi di dotare i cittadini dell’UE di un passaporto europeo, senza trascurare il tema centrale delle soluzioni da proporre di fronte all’arrivo di migranti provenienti dal sud e dall’est del mondo.

Secondo l’Accademico dei Lincei “nel momento in cui molti cittadini europei sentono la necessità di affermare la loro appartenenza alla cultura di un continente considerato come la patria dei diritti umani, è opportuno riflettere sia sulle risposte da dare a chi guarda con speranza allo spazio di libertà che l’Europa ha faticosamente costruito nei secoli, sia alle preoccupanti spinte nazionalistiche e fasciste che tornano a manifestarsi in alcuni Stati dell’Unione”.

La partecipazione all’appuntamento del 18 aprile, con inizio alle ore 16,30, è gratuita e si svolgerà nell’Auditorium all’interno degli Scavi di Ostia Antica, raggiungibile con mezzi privati o a piedi, con una passeggiata di 15 minuti circa dalla stazione di Ostia Antica, servita dai treni della linea Roma Piramide-Lido di Ostia.

Per ragioni di capienza della sala, chi vuol partecipare deve, in ogni caso, inviare una email di prenotazione all’indirizzo pa-oant.comunicazione@beniculturali.it

Roma 11 aprile 2017

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