La Federazione nazionale Pro Natura esprime solidarietà a Giuseppe Antoci,  presidente del Parco dei Nebrodi, rimosso senza motivazioni dall’incarico

Il presidente del Parco Regionale dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, rimosso dal suo incarico, è stato un ottimo presidente in una realtà in cui svolgere coerentemente questo ruolo costringe a trovarsi spesso in prima linea nel tentativo di contrastare i numerosi affari, spesso illeciti, che premono alle porte di un’area protetta.

Il dott Antoci fu il primo italiano a ricevere nel 2016 da Europarc il premio Alfred Toepfer, riconoscimento che attesta l’impegno e l’efficacia svolta nella conservazione della natura e della biodiversità.

A causa di questo suo impegno in difesa della natura, opponendosi agli interessi illeciti, nel maggio del 2016 subì un attentato che lo costringe a tutt’oggi a vivere sotto scorta.

In considerazione di tutto questo ci sembra decisamente incomprensibile e preoccupante la sua rimozione da parte del Governatore Musumeci solo da pochi mesi alla guida della Regione.

Non conosciamo le motivazioni, certo queste nulla hanno a che vedere con una cattiva gestione del parco, quanto piuttosto mirano ad una radicale trasformazione di tutta la governance dei parchi regionali.

Questa decisione da parte del Governatore Musumeci ci sembra un segnale decisamente inquietante che vuol segnare probabilmente una discontinuità con il tentativo avviato, quanto meno nel Parco dei Nebrodi, in cui il dott. Antoci ha svolto la sua encomiabile opera di tutela.

Questa rimozione espone per altro il deposto presidente ad una pericolosa vulnerabilità nei confronti di coloro che appena due anni fa attentarono alla sua vita, senza per altro riuscire a modificare l’impostazione di tutela della natura e di legalità che il deposto direttore ha tenacemente perseguito.

Pertanto la Federazione nazionale Pro Natura conferma piena solidarietà a Giuseppe Antoci.

                                                                                                 Il Presidente

                                                                                          (prof. Mauro Furlani)

     15 febbraio 2018